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Milan, con la Spal ultima chiamata per Gattuso

Simone Dell’Uomo

Silenzio assordante a Milanello, un silenzio solamente intervallato dalla visita di Leonardo e Maldini a Gattuso. C’è tensione tra le mura rossonere, una tensione che travolge squadra e allenatore, un tecnico in difficoltà e col futuro in bilico. La sosta incombe e per una società non esiste momento migliore per cambiare guida tecnica. I dirigenti hanno voluto intrattenere il tecnico nelle segrete stanze, senza farlo sapere alla squadra, una squadra che medita dubbi sul futuro di un allenatore che sembra non riuscire più a trasmettere dettami tecnici e caratteriali. Uno specchio desolante quello osservato da Gazidis, protagonista nelle ultime ore di riflessioni più profonde. D’altronde l’eliminazione europea e solo 3 punti conquistati tra Toro, Bologna, Fiorentina e Frosinone rappresentano un bottino troppo magro per confortare società e tifoseria. Nel momento di spiccare il volo il Milan è clamorosamente uscito di scena: sorpassato dalla Samp, salutato dalla Lazio, incalzato dalla Roma. Questa squadra dà costantemente l’impressione di non saper andare oltre i propri limiti: se il risultato si mette male, il Milan scivola senza reagire. Domani con la Spal una gara decisiva, una gara che ai più fa pensare al peggio, coi ferraresi di mister Semplici che sognano il colpo grosso per rinforzare la loro salvezza contro un Milan cadaverico. Agli estensi serve il colpaccio: Semplici aveva chiesto 3 punti con l’Udinese, ne è arrivato solamente uno. Per risistemare la situazione e andare alla sosta col vento in poppa servono punti sotto i riflettori di San Siro. In conferenza stampa Gattuso si difende e parla proprio dell’imminente gara che chiuderà l’ultimo turno d’andata: “Siamo tutti delusi per i risultati di dicembre, ma sento la fiducia della società. Già a luglio dicevano che sarei dovuto andar via, ma sono ancora qua. Parlo quotidinanamente con Leonardo e Gattuso, abbiamo rapporto onesto e serio, poi è chiaro che per noi allenatori sono i risultati a far la differenza. Erano anni che il Milan non chiudeva il girone d’andata a 31 punti, traguardo raggiungibile se domani dovessimo vincere. Abbiamo lasciato punti per strada ma siamo sempre a tre punti dal quarto posto, che rappresenta il nostro scudetto. Sono un allenatore giovane ma in questo momento non penso al mio futuro: penso al Milan, al presente, ad un presente che si chiama Spal. Sento il gruppo in mano e voglio continuare a lavorare mattina e sera con questa squadra, siamo una famiglia. Domani sera non voglio vedere una squadra molle, voglio vedere undici leoni con la bava alla bocca, con la voglia di vincere che abbiamo già dimostrato in questa stagione”. Gattuso fa poi un’analisi tattica, coinvolgendo anche singoli elementi: “Abbiamo sistemato la difesa, i 4 difensori più i 2 mediani lavorano bene. Questo significa che in fase di non possesso il 4-4-2 ha portato i suoi frutti, ma ci perdiamo i 4 offensivi. Certamente col 433 giocavamo a memoria, c’è stata un’involuzione che ha riguardato solo il reparto offensivo. Dispiace per gli infortuni, ma resta inutile piangersi addosso. Higuain? Ripeto, non contano le sirene di mercato, finché starà qui sarà un giocatore importante. In questo momento non trova il gol, ma voglio vedere il Gonzalo del secondo tempo di Frosinone. La sensazione è comunque che resti. Donnarumma? Un grandissimo portiere, senza di lui avremmo potuto anche perdere l’ultimo match”. Poi una battuta ovviamente sul tema del momento, il tema dominante dopo Inter-Napoli: “Cori razzisti? Giusto fermarsi, ma non va mai dimenticato che parliamo di minoranze. Non vanno nemmeno dimenticati cori su tragedie, oltre che quelli razzisti”. Resta da capire se Suso farà o parte o meno del match di domani, Gattuso ha ammesso che si deciderà tutto dopo l’allenamento. Giocheranno Calhanoglu, Castillejo e Higuain. Al loro fianco Cutrone, se Suso non dovesse farcela. Sarà 442, altrimenti un 4231 tutta fantasia. In ribasso le quotazioni di Mauri: Kessie e Bakayoko per il solito centrocampo a due.

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