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Domani Italia-Olanda. Balotelli: “Io capitano? Sarebbe bel segnale contro il razzismo”

La vigilia di Italia-Olanda, ultimo impegno azzurro di questa stagione da incubo per gli azzurri, è segnata da Mario Balotelli. L’uomo cui Roberto Mancini ha legato questa prima parte del suo progetto di rinascita della Nazionale, è intervenuto in conferenza stampa, apparendo rilassato e a suo agio al fianco del tecnico jesino, il primo a credere in lui. “Mario lo conosco da quando aveva 17 anni, ho avuto la foprtuna di averlo da ragazzo era un giocatore dalle qualità incredibili, fece gol importanti nelle ultime partite di campionato, ha l’età dei miei figli, così come tutti i ragazzi si possono commettere errori, ma noi siamo qui per aiutarli. Ha grandi qualità, alcune le ha buttate. Ma è giovane per sua fortuna, ha molti anni davanti e ha tempo per rifarsi” spiega il c.t. che a chi gli chiede quanti Balotelli servirebbero a questa Nazionale, risponde sorridendo: “Uno basta”.
Anche SuperMario, non nasconde qualche rimpianto, per i suoi primi anni di carriera. “Vincere il Pallone d’Oro era più facile quanto ero più giovane, è sempre stato il mio sogno. Provarci non è mai male” spiega l’attaccante. Per riuscirci, dovrà farlo, con tutta probabilità, di nuovo lontano dall’Italia, dopo i due anni al Nizza. Il motivo lo spiega lo stesso Balotelli: “Secondo me è perché Mino Raiola chiede tanti soldi”. A chi gli chiede se sia pronto per una grande squadra, risponde con sicurezza: “Non c’è squadra più grande della Nazionale. Quindi sono pronto per tutto”.
A proposito di azzurro, qualcuno lo vorrebbe capitano. “Per me è importante giocare, fare bene e fare gol, quindi non cambierebbe più di tanto, si può essere un esempio anche senza fascia. Però forse sarebbe un bel messaggio, magari per gli immigrati africani che vivono in Italia vedere me capitano dell’Italia sarebbe un segnale forte, una bella cosa”, ha spiegato sottolineando che “il razzismo è un discorso complicato, l’ho vissuto da giovane, anche quando ero più piccolo, non so se sia gelosia o invidia, ma è un discorso che fa molto male e dà fastidio, è ora che l’Italia diventi più aperta, e integri chi viene da fuori come fa la Francia, come fa l’Inghilterra. E’ ora di svegliarsi. Cosa penso di Salvini? Non sono un politico, ancora. Quando lo sarò risponderò”. Di certo Balotelli, è felice di questa ritrovata armonia in azzurro. “Da quando sono tornato in Nazionale, chi mi vuole bene l’ha dimostrato. Io sono sempre stato concentrato su chi mi vuole bene e ora posso ringraziarli, loro così come i tifosi”. Felice di stare in gruppo positivo, del passato però non parla, anche se questi quattro anni senza azzurro per lui sono stati pesanti. “In questi anni sono stato abbastanza male, ma non serve parlare del passato, bisogna concentrarsi sul presente e pensare al futuro. Quando c’era Conte, non stavo bene fisicamente, quindi . Ventura non ho idea perché non mi abbia chiamato. Abbiamo parlato, ma non ho capito le sue spiegazioni. Ma ho sempre rispettato le sue scelte”, aggiungendo che sulle sue esclusioni “un’idea ce l’ho, ma me la tengo per me”.
In attesa delle varie rivelazioni promesse dall’attaccante, domani c’è l’Olanda e Mancini, fa il punto: “E’ la terza partita di questo ciclo, la seconda in tre giorni. Per me è stata più importante quella con la Francia. L’Olanda sta ricostruendo, ma può essere comunque una partita utile per il futuro”. La formazione è già decisa: “La formazione di domani è Perin, Caldara e Romagnoli centrali, Zappacosta e Criscito esterni, Jorginho, Cristante e Bonaventura a centrocampo, Insigne, Belotti e Verdi in attacco” snocciola il selezionatore che quindi lascia in panchina proprio Balotelli, ma era tutto previsto.

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