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Il Milan a Bologna passa di rigore

Robert Vignola

Prima di ritorno e il Milan, con i rigori e senza brillare, supera di misura l’ostacolo Bologna. L’ombroso Ibrahimovic pare nervoso, sbaglia un rigore ma le risorse per mettersi al riparo dalla rincorsa delle inseguitrici arrivano lo stesso.

Il mercato di gennaio cambia pian piano pelle alle squadre, si vedono Tomori da una parte e Soumaoro dall’altra titolari nelle rispettive difese. Pronti via ed è Bologna: Tomiyasu scappa sulla fascia e crossa, Sansone spreca sulla soglia dell’area piccola. Prima occasione Milan: Ibrahimovic innesca Calabria, cross per Rebic che prolunga di tacco, Leao cincischia. Su cross di Theo Hernandez Skorupski si fa trovare fuori posizione ma evita la frittata deviando sulla traversa. L’equilibrio si rompe: Tonali mette in area per Ibrahimovic, sul tiro Skorupski riesce a salvare ma dagli sviluppi nasce il rigore per trattenuta (tutt’altro che plateale) di Dijks su Leao. Batte lo svedese e il portiere respinge, ma sul pallone s’avventa Rebic ed è 1-0. Reazione rossoblù con Orsolini che sfiora il primo palo. Salgono i giri e i portieri debbono sporcarsi i guantoni. Soriano mette Sansone a tu per tu con Donnarumma, ma l’ala trova il ginocchio dell’estremo difensore. Bologna sbilanciato, Calabria si getta in tuffo per capitalizzare la torre di Ibrahimovic, l’agguanta Skorupski. Sul rovesciamento di fronte Sansone ruba palla a Calabria e serve Dominguez: ancora la chiusura di Gigione salva il Milan. Meno bene il suo collega polacco che respinge sciattamente un tiro di Rebic nel finale di frazione: Calabria sparacchia alto sulla ribattuta da buona posizione.

La ripresa inizia con un Bologna volitivo, ma su un pallone malamente gestito da Soriano il Milan riparte: Soumaoro devia maldestramente con le mani un cross che sorvola innocuo l’area. Rigore, stavolta tocca a Kessie che trasforma. Orsolini prova a a trovare impreparato Donnarumma (figuriamoci…) mentre Calabria impegna assai più severamente Skorupski. Pioli gestisce le risorse dalla panchina, mettendo Bennacer e Krunic per Tonali e Rebic. Tre i cambi di Mihajlovic con fuori Sansone, Dominguez e Orsolini e dentro Vignato, Svanberg e Skov Olsen. Questi ultimi due confezionano subito un manicaretto, pallone in mezzo però per… nessuno: al Bologna servirebbe quella punta che invece il Milan ha seduta in panchina (e che Pioli fa entrare), cioè Mandzukic. Il Bologna per l’ennesima volta prova a sopperire alla lacuna rispolverando Palacio. Sarà un caso, ma l’argentino serve Skov Olsen, da cui al nuovo entrato (al posto di un egregio Schouten) Poli che insacca. È l’82’, però ci si può provare: verticalizzazione di Danilo per Soriano, che si tuffa di testa e costringe Donnarumma agli straordinari. Il Milan deve insomma dar fondo a tutto il repertorio di mestiere per conservare i tre punti. Si finisce con la panchina del Bologna inviperita con Doveri (che ingoia in silenzio l’applauso ironico di tutto il clan rossoblù) e la capolista che festeggia tre punti trovati senza dare sfoggio di classe e superiorità. Ma è proprio consentendo di vincere così che i “numi” del pallone dimostrano la propria simpatia…

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