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La Lazio cala il poker: asfaltato il Torino

Guglielmo Guidi

Una Lazio rinfrancata dalla vittoria di Firenze si presenta in gran forma nel turno infrasettimanale contro il Torino. E porta a casa un altro prezioso successo che la tiene a un solo punto dalla zona Champions. Partita mai messa in discussione, chiusa nel primo tempo e ben gestita nei secondi 45′.

Immobile c’è Simone Inzaghi conferma l’assetto difensivo visto a Firenze con Patric nel trio assieme ad Acerbi e Radu. Marusic si riprende il posto a centrocampo sulla corsia destra mentre in mezzo Lucas Leiva, non al meglio, cede la maglia da titolare a Cataldi. Davanti Immobile in campo dal primo minuto: il capocannoniere era in dubbio ma il tecnico ha deciso di proporlo in campo da subito, al fianco di Caicedo, preferito a Correa. Mazzarri (squalificato, stasera ci sarà Frustalupi) cambia qualcosa, inserendo Lyanco al posto di Djidji in difesa e cambiando 3 giocatori a centrocampo: confermati i soli De Silvestri e Baselli. Recuperato Zaza, l’attaccante lucano giocherà in coppia con capitan Belotti.

Fine dei giochi Lazio che ha il pieno controllo della partita sin dalle prime battute: Toro appannato con un centrocampo letteralmente sovrastato da quello biancoceleste. Il pallino del gioco è solo dei biancocelesti e anche le varie iniziative granata non solo sono facilmente disinnescate ma portano a pericolose ripartenze. A rompere il ghiaccio però ci vuole un jolly a fuori area, addirittura da 30 metri con Francesco Acerbi che indovina il tiro a giro sul quale Sirigu non ci può arrivare. È il suo primo gol in questo campionato. Raddoppio al 33′, firmato Ciro Immobile. Lezione di ripartenza da manuale con Luis Alberto a lanciare velocissimo per il capocannoniere della Serie A che ha tempo di prendere la mira e col piatto destro calciare un tiro secco sul primo palo che supera Sirigu. Undicesimo gol in questo campionato per l’attaccante, che stacca, nella speciale classifica di gol in Serie A con la maglia della Lazio, una leggenda biancoceleste come Giorgio Chinaglia: 78 reti a 77 e balzo al quarto posto per la punta di Torre Annunziata, che ora ha nel mirino Tommaso Rocchi (82). Più staccati Beppe Signori (107) e Silvio Piola (143).

Poker servito La reazione del Torino è tutta in un’azione all’inizio della seconda frazione di gara, con un tiro di Meité sul quale si oppone Straskoha e con Belotti che spreca clamorosamente il tap-in. È una squadra che non sta bene, quella granata, a cui basta poco per sprofondare. I palloni persi non si contano nemmeno e da uno di essi arriva l’ennesimo contropiede, disinnescato fallosamente da Nkoulou, espulso per l’intervento su Caicedo in area: è rigore trasformato al 70′ da Immobile. Il resto è accademia, Inzaghi cambia per far tirare il fiato ai suoi, il Toro non può far altro che aspettare la fine sperando di non subire ancora. Non gli va bene: dall’ultimo corner battuto da Luis Alberto c’è Belotti a spizzarla quel tanto che basta per mettere fuori causa Sirigu: 4-0 e striscia negativa sale a 5 partite, con 3 ko consecutivi in trasferta. Di certo non il miglior biglietto da visita in vista del derby.

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