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Champions, c’è Real-Liverpool. Klopp: “Loro sono favoriti, ma sappiamo come fare male”

Nella foto: Jurgen Klopp - CREDITS UEFA (Photo by Alexander Hassenstein - UEFA/UEFA via Getty Images)

Massimo Ciccognani

PARIGI La finale è servita. Domani saranno Real Madrid e Liverpool a contendersi a Saint Denis, la finale di Champions League. Blancos e Reds tornano a sfidarsi in una finale dopo quella del 2018 a Kiev che tanta amarezza ha lasciato in bocca a Jurgen Klopp.  “Abbiamo perso quella partita e non abbiamo dimenticato quello che è successo a Kiev, ma c’è già abbastanza motivazione senza rivederlo. Ci sono così tante ragioni per avere motivazioni domani sera”.

Rifinitura sotto gli occhi del tecnico tedesco che sorride. “Stiamo bene, Fabinho si è allenato bene, Thiago si è allenato ieri con il gruppo, vedremo oggi e poi faremo le nostre scelte. E’ una partita importante, contro una squadra che ha vinto moltissimo, con un allenatore che l’ha vinta già. L’unica cosa che stiamo pensando è come giocare la partita”.

Qualche problema potrebbe venire dal terreno di gioco, non in perfette condizioni. “Non so se il campo sarà pessimo oppure no, magari è perfetto anche se non sembra, lo vedremo. Spero che nessuno parlerà del campo. Siamo molto felici di essere qui. È il nostro mondo quello di essere toccati dal risultato finale. Non c’entra niente cosa hanno fatto i ragazzi finora, ma oramai conta solo il colore della medaglia. Siamo pronti e sono orgoglioso di quel che abbiamo fatto, è stato speciale. Ovviamente starò meglio se vinciamo la finale”.

Un allenatore Special Normal contro una squadra che ha champions nel dna.  “Credo che quando fai le cose per bene tutto il tempo, lo fai anche in una finale. Ma devi essere al meglio, abbiamo giocato benissimo questa stagione. Noi siamo stati al massimo, sarebbe bello esserlo. Non siamo un avversario facile, tutt’altro, ed è quello che dobbiamo essere. Dobbiamo giocare al meglio possibile, siamo bravi anche noi. Non lo so chi è il favorito. Se pensi alla storia, all’esperienza dell’avversaria, a come il Real Madrid è uscito fuori da certe situazioni, penso il Real, ma se siamo al top è davvero difficile giocare contro di noi. La confidenza dei giocatori del Real sarà veramente alta, ed è una cosa importante nel calcio”.

Il pensiero è alla finale perduta da San Pietroburgo a causa delle restrizioni contro la Russia. “Non giocarla lì, è un messaggio forte e non ci avrei mai pensato. Sono onesto, sono contento che la partita sia qui per un migliaio di ragioni, ma è davvero strano. Il mondo deve andare avanti, il fatto che la finale non sia a San Pietroburgo è probabilmente il messaggio che la Russia si merita e che deve avere. Dobbiamo pensare a quello che succede lì. Il gioco sta continuando, la vita continua pure quando stai cercando di distruggerla. Dobbiamo giocare questa gara e dobbiamo farlo anche per chi ci guarda dall’Ucraina. 100%”.

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