Un campione è come certi gioielli, per sempre. Come Paulo Roberto Falcao, indimenticato campione della Roma campione d’Italia nella stagione 1982/83 e indiscusso protagonista della nazionale brasiliana di quel periodo, peraltro eliminata dall’Italia a Barcellona nel mondiale dell’82 nell’episa partita dello stadio Sarria. Paulo Roberto Falcao, è stato insignito quest’anno del Golden Foot Award quale leggenda del calcio. Un calcio che ama come se stesso e che vuole continuare a vivere attraverso emozioni primarie. Ieri il campo, oggi la panchina. A Montecarlo, dove è stato premiato, Falcao, ha parlato del suo passato e di quando nel 1991 si trovò ad un passo da tornare nella Capitale, dove è considerato l’ottavo Re di Roma, per allenare i giallorossi quando Dino Viola era alla guida del club. “Stavo per firmare un contratto di due anni come allenatore della Roma – ha dichiarato Falcao all’agenzia di stampa nazionale Prima Pagina News – ma in quel periodo lui si ammalò e morì e non se ne fece più nulla”. Da lì poi la sua carriera di allenatore proseguì nell’Internacional di Porto Alegre. Oggi a distanza di tempo Falcao torna a pensare di allenare un’altra squadra che non sia brasiliana, ha voglia di cambiare aria, ce lo ha confessato proprio a Montecarlo a margine del Golden Foot Award 2019. “Mi sento pronto per allenare in Italia – ha detto l’ex campione brasiliano – se qualche società mi chiama faccio subito le valige per affrontare una nuova avventura italiana come allenatore. Ma oltre all’Italia – ha proseguito Falcao – mi piacerebbe avere opportunità per allenare in Cina o nei Paesi Arabi”. Insomma, un Falcao a tutto campo deciso a lasciare il Brasile per tornare a vivere da protagonista assoluto anche in panchina. Magari anche in Italia.




































