Dimitrios Dimoulas
E’ ancora Paris, seconda finale di fila, la terza nella sua storia. A Budapest, il 30 maggio, sfiderà l’Arsenal che ieri ha eliminato l’Atletico Madrid. All’Allianz Arena di Monaco, partita totalmente diversa da quella dell’andata, finita 5-4 per i parigini. Stasera è 1-1 col vantaggio lampo di Dembelè e il pari in pieno recupero di Kane. Troppo tardi. La vince Luis Enrique che sale a Monaco per giocarsela e lo dimostra dal primo affondo, quando cambia subito il canovaccio della gara. Sono passati appena tre giri di lancette quando l’imprendibile Kvaratskhelia sfonda sulla fascia mancina, ha il tempo di alzare la testa e vedere a rimorchio l’inserimento di Dembelé, che fulmina Neuer. L’intensità è tanta, il ritmo è feroce come all’andata e il Bayern ha tutto il tenmpo per riprenderla e riportarla dalla sua parte. Luis Diaz e Olise sfiorano il pari poi i bavaresi reclamano un secondo giallo a Numo Mendez e un calcio di rigore per un tocco di mano di Joao Neves sul rilancio di Vitinha, ma il portoghese Pinheiro non lo punisce, in quanto la palla era nelle mani dei parigini e l’azione era di rilancio. La partita resta viva e il Psg sfiora il raddoppio con Joao Neves, Neuer salva tutto.
Il Psg non specula sul doppio vantaggio maturato con la gara di andata e va alla ricerca del gol che potrebbe chiudere la sfida. Nella ripresa possesso palla tedesco, con Parigi attenta nella politica del marcamento, a concedere nulla, affidandosi alle ripartenze di uno scatenato Kvaratskhelia indemoniato che nel finale semina il panico nella retroguardia tedewsco, poi perde il pallone sul più bello. Il Bayern prova ad accendersi nel finale, e trova il gol dell’orgoglio con il solito Kane che firma il pari al quarto di recupero. Troppo tardi. Vince Parigi e si prende la finale. Le valige per Budapest, sono già pronte.





