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Premier. Super Alisson, sorride Kloop: Liverpool solo in testa. Sorride l’Arsenal. City, pari e rimpianti

Simone Dell’Uomo

Il sabato di Premier si chiude col fondamentale successo del Liverpool, che ad Anfield non va oltre l’1-0 col Brighton ma conquista l’intera posta in palio e la momentanea testa della classifica. Sono vittorie come queste che sognava Klopp, vittorie forse sofferte ma decisive, specialmente all’interno delle proprie mura amiche. La squadra del tecnico tedesco è sempre stata fortissima nelle ripartenze, meno brava a sbloccare gare a scatola chiusa contro difese schierate. Decide ancora su Salah su assist di Firmino, ma la nota più lieta per Jurgen è la sua retroguardia, un reparto che inizia finalmente ad ingranare e lavorare a dovere. E quando compie qualche imprecisione c’è super Alisson a proteggere i pali di Anfield, come in pieno recupero quando il portiere brasiliano salva il risultando annientando la zuccata di Pascal Gross. Positiva la prestazione dei gabbiani che galvanizzati dal prestigioso successo sullo United hanno saputo eccome vendere cara la pelle ad Anfield. Il successo del Liverpool assume maggiore importanza se considerato il primo mezzo passo falso dei campioni in carica, il City di Guardiola incapace di andare oltre il pari sul difficile campo dei Wolves. Buona la prestazione dei lupi di Espirito Santo, ma soprattutto sontuoso il fattore Molineaux, stadio vibrante e vera e propria arma in più dei Wolves. Sblocca in circostanza misteriose Boly: fallo di mano e mezzo fuorigioco, un gol che con ogni probabilità il Var avrebbe annullato. Il City ricomincia a giocare e pareggia il clamoroso vantaggio dei lupi grazie alla testata di Laporte, che sfrutta al massimo una punizione ben battuta da Gundogan. Nel finale tre miracoli di Rui Patricio che alimentano i rimpianti napoletani. Finisce 1-1, ma Pep non viene assorbito dalle polemiche giornalistiche: “Non spetta a me stabilire se e quando il Var sbarcherà in Premier, a fine partita stavo solo complimentando la direzione di gara” spiegherà Guardiola all’esterno degli spogliatoi. Arriva decisamente un sospiro di sollievo per Unaj Emery, che batte 3-1 il West Ham e conquista i suoi primi tre punti in classifica. Apre il sorprendente diagonale di Arnautovic, pareggia Bellerini; nella ripresa Lacazetta trova una deviazione fortuita sul momento più bello dei claret&blue, nel finale Welbeck in contropiede chiude definitivamente la pratica. Il risultato non deve ingannare: forse la migliore prestazione degli Hammers di Pellegrini, malissimo mentalità e difesa dei Gunners incapaci di proteggere il risultato concedendo pericolissime controfughe in campo aperto anche nei minuti finali. Benissimo Felipe Anderson, finalmente autentico trascinatore tecnico dell’undici di Manuel Pellegrini. Tra gli altri risultati di giornata spicca il colpo esterno di un solidissimo Leicester, che sbanca Southampton 2-1 e sale a quota 6 in classifica. Finisce 2-1 per le volpi blu: apre Bertrand prima della rimontona firmata Gray e Maguire, che in pieno recupero spedisce in paradiso il settore ospiti delle Midlands. Succede di tutto al Vitality Stadium, dove l’Everton colpisce e sorprende le solide ciligie grazie ad un terribile doppio colpo firmato Walcott e Keane, gol che arrivano nonostante l’espulsione della belva Richarlison. Nel finale il Bournemouth spiega perchè naviga nei mari più prestigiosi: King e Ake firmano una rimonta che delizia Howe, una rimonta che riacciuffa in Toffees e dimostra gli attributi di un gruppo che ormai lavora insieme da parecchi anni. In chiusura, noia e pisolini dominano il pomeriggio del John Smith, dove le due compagini tecnicamente più scarse in Premier non riescono per l’appunto ad andare oltre lo 0-0: Hudderfield-Cardiff termina a reti inviolate.

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