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Europa League. Il massimo col minimo sforzo: Milan agli ottavi. Con il Ludogorets basta Borini

Maria Zappatore

MILANO Gattuso rimescola le carta, lascia a riposo alcuni titolari e respinge al mittente i sempre più frequenti complimenti, ma indiscutibilmente macina punti e continua la sua personale striscia positiva. E’ un Milan in pieno turn over, con Antonio Donnarumma tra i pali, Zapata in difesa, Locatelli regista e Borini nel consueto e collaudato 4-3-3,  con André Silva al centro in attacco e Cutrone esterno destro, quello che questa sera al Meazza, quello ha sfidato i bulgari del Ludogorets in un clima gelido, sotto la direzione dello spagnolo Malenco.   Partita maschia in avvio, con il Ludogorets molto determinato e volitivo, in campo dalle prime fasi con baricentro alto ed in pressing continuo. Da segnalare su azione dei bulgari in area rossonera un elegante disimpegno di André Silva di tacco, e dopo pochi minuti, sul fronte opposto approfittando di una palla persa in fase difensiva dagli avversari, è lo stesso portoghese a mettersi in mostra con un tiro da fuori area rasoterra centrale e teso, parato in due tempi da Broun. Il Milan non domina ma sembra sempre in procinto di rendersi pericoloso, tanto che al minuto 21 passa in vantaggio con un’azione sulla sinistra dell’onnipresente Cutrone, che regala un assist perfetto per Borini il quale anticipa il suo angelo custode e spinge la palla in rete. Il Ludogorets accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi ma riesce ugualmente ad affacciarsi minaccioso in area del Diavolo con Cicinho e Marcelinho, belli i disimpegni di Zapata, pulito e ordinato nelle respinte al limite dell’area. Ritmo di gioco blando, il Milan amministra con Kessié e Montolivo, tra i migliori in campo. Locatelli invece registra un calo di concentrazione perdendo due palle che possono costare caro al Milan, ma il Ludogorets non ne approfitta e invero subisce una bellissima ripartenza sulla destra di Cutrone che infiamma gli animi del pubblico di casa, con un tiro respinto e per un rimpallo terminato sul fondo. Ripresa con i rossoneri a gestire la gara con un prolungato possesso palla che costringono il Ludogorets a chiudersi nella propria metà campo. Ben presto però subiscono le iniziative dei bulgari che sfruttano alcune disattenzioni della mediana del Milan, senza però mai impensierire troppo la retroguardia avversaria. Gattuso cambia e mette dentro José Mauri e Kalinic per Kessié e Cutrone, ma al 58′ il Ludogorets gela San Siro con una improvvisa azione in area rossonera: su cross di Cicinho, Rodriguez manca l’aggancio e Swierczok calcia di potenza verso la porta, tiro centrale che Antonio Donnarumma respinge con sicurezza. Fasi di gioco che si avvicendano senza troppe preoccupazioni con Kalinic che prova ad aggredire le profondità mostrando una condizione fisica ragguardevole e spirito di iniziativa. Il tecnico fa rifiatare Romagnoli richiamandolo per Bonucci, leader della linea difensiva che però guadagna un giallo per un fallo al limite dell’area. Poco da raccontare nelle ultime fasi finali di gioco in una partita di ordinaria amministrazione per questo Milan, rivitalizzato ed essenziale, che gioca, amministra, tiene il campo con intelligenza e senza troppi rischi si invola agli ottavi di Europa League  con personalità ed ampio merito.

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