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La Juve soffre e rischia col Sassuolo: al Mapei è 3-3

La serata della Juventus, che fa 3-3 contro il Sassuolo, è il racconto della storia recente della Juventus: overture straripante, poi lo stop, poi il crollo. Poi l’orgoglio. Un punto in più verso la fine, che pare sempre scritta. Ma sempre col retrogusto di delusione, di un bicchiere mezzo pieno. Eppure l’inizio sembra l’incipit di un racconto diverso. Dopo cinque minuti segna Danilo: angolo furbo e studiato di Pjanic, direttore d’orchestra ritrovato e alle ultime note bianconere. Il brasiliano tira al volo dal limite e trafigge Consigli con un destro al fulmicotone dal limite. Dodicesimo di gara: il bosniaco serve un passante in profondità di prima, di quelli a occhi chiusi, con Higuain che è già in corsa tra le maglie del Sassuolo. Una palla meravigliosa, un controllo rapido, un tocco veloce, un tiro imprendibile. E’ due a zero, così sembra già finita. Ma non è così perché la formazione di De Zerbi ha orgoglio, identità, gioco, idee e niente paura. Szczeszny nega tre reti chiare ai neroverdi ma nulla può su Djuricic: Muldur si scatena sulla destra, rimpalli al centro e il dieci accorcia le distanze.

Fuori Chiellini, fuori la Juventus Pur non in perfette condizioni, Chiellini aveva tenuto per la giacca i precari equilibri della Juventus. Gli subentra Rugani al rientro degli spogliatoi. Così il Sassuolo sembra la grande e i bianconeri vanno alle corde. Bentancur è ingenuo a far un fallo al limite, Berardi sul pallone disegna un arcobaleno imprendibile. Pareggio, manca la gioia sugli spalti ma non sui volti dei neroverdi e figuriamoci quando Caputo completa la rimonta. Berardi sulla destra giganteggia, il tiro-cross attraversa l’area e Caputo è centravanti d’antan nel mettere in rete da pochi passi. E’ 3-2 neroverde.

La Juventus rialza la testa, ma non basta Però la Juventus non molla. Girandola dei cambi da ambo le parti, intanto Dybala ha preso il posto di Higuain e Douglas Costa di Bernardeschi tra gli altri. Fuori pure Pjanic, Bentancur va a fare il regista ed entra Rabiot. La Joya va a battere l’angolo, Peluso scorda la marcatura su Alex Sandro che nel festival del gol emiliano pareggia i conti. Così l’ennesima occasione del Sassuolo è quasi gol: cavalcata centrale di Traore, che ha preso il posto di Djuricic. Szczeszny para ancora una volta, sul rimpallo Boga conclude ma Alex Sandro salva eroico sulla linea. Nel finale ancora Szczeszny, stavolta su Bourabia. E quando il migliore è il portiere, forse non basta per festeggiare. Anche se il traguardo s’avvicina. Col bicchiere del brindisi mezzo vuoto.

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