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A San Siro arriva la Lazio. Conte avverte: “Partita dura, niente rilassamenti”

Derby alle spalle, l’Inter guarda avanti forte di un primato in classifica per niente scontato e che conferma le qualità del nuovo undici di Antonio Conte. Domani si torna in campo e a San Siro, c’è la Lazio, ma Conte non si fida. “Ostacolo molto impegnativo, uno dei più difficili dall’inizio della stagione. Lazio ha un’identità, lavora da tempo con un allenatore bravissimo e un po’ sottovalutato come Simone Inzaghi. Anno dopo anno sono migliorati, c’è un grande progetto. Complimenti a loro. Domani sarà una partita difficile e servirà la spinta di tutti. Stiamo lavorando di allargare la base. Quando partecipi a un campionato così difficile, dove ogni gara richiede il cento per cento, dove si gioca ogni tre giorni per la coppa europea, è importante avere garanzie. Dovrò prendermi dei rischi, ma voglio che siano calcolati”.

Tante gare nel giro di pochi giorni, qualcuno potrebbe tirare il fiato, come Godin.”Giocherebbe la sua seconda gara di fila, de Vrij dopo l’affaticamento comunque può giocare diverse partite. I ragazzi sono allenati e stanno bene. Farò le scelte tenendo in considerazione tutto. Quanto a Sanchez vale lo stesso discorso degli altri. Quando mi potrà dare ciò che voglio, come Lazaro, Biraghi e Bastoni, lo inserirò. Non devo accontentare nessuno, devo solo pensare al bene dell’Inter”.

L’abbraccio dopo il 2-0 nel derby, Conte si coccolala Lukaku. “Di Romelu abbiamo detto tutto, son contento che segni, ma al di là di questo conta vincere e fare gol. Più frecce al nostro arco abbiamo a disposizione e meglio è. I centrocampisti nelle mie squadre hanno avuto un ruolo sempre determinante”.

La Milano nerazzurra sogna, Conte frena. “Dobbiamo pensare gara dopo gara. L’oggi è certo, il domani no. Concentriamoci sulla Lazio che l’anno scorso ha anche vinto la Coppa Italia, Stanno facendo un ottimo lavoro, dal presidente Lotito, al direttore Tare, passando per il tecnico e i giocatori a sua disposizione. Dagli elogi stiamo lontano, altrimenti non abbiamo capito nulla. Dobbiamo resettare tutto in fretta, siamo solo alla quinta giornata. Premonizioni non ne possiamo fare perché quando cadremo, dovremo essere in grado di rialzarci. Vedo troppi proclami dopo sole quattro partite. Ho l’esperienza giusta per capire che è tutto creato ad arte per darci presto una bella saccagnata. Il Napoli viene nominato poco, ma è una squadra molto forte. La Juve anche di più. Poi consideriamo le altre squadre, tra le quali anche l’Inter”.

Proprio Godin lo ha esaltato, paragonandolo a Simeone. “Da calciatori eravamo due centrocampisti simili. Box to box lo ritrovavi a difendere e subito dopo ad attaccare per fare gol. All’Atletico ha trovato la sua dimensione con le sue idee. Io invece sono stato più girovago, ho affrontato diverse esperienze con tante squadre. Le squadre di Diego sono difficili ad affrontare. Sono felice di aver abbracciato il progetto Inter, e quando inizia un nuovo progetto, la speranza è che sia duraturo possibile. Le idee sono più facili da assimilare con il tempo, puoi apportare modifiche e crescere nel tempo. Riuscire a rimanere nello stesso club per un tecnico sarebbe la cosa migliore. Il massimo per me sono stati tre anni. Vorrei riuscire ad aprire un ciclo e per me sarebbe più semplice. Quando campi club, riparti da zero, tabula rasa e non è facile se non trovi le persone che ti supportano in tutto. Qui posso e devo ringraziare il lavoro che stanno facendo Lele Oriali e Javier Zanetti, un grazie che non finirà mai. Persone che mi sono vicine e credono nel mio lavoro. E’ una fortuna. Ma adesso pensiamo alla Lazio che è quello che conta”.

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