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Missione compiuta: l’Atalanta spegne il Genoa e si avvicina alla Champions

Brividi nel finale, ma missione compiuta al Mapei Stadium per l’Atalanta di Gasperini: gli orobici battono 2-1 il Genoa e mettono un altro tassello, altri tre punti, nella marcia verso la Champions. La Dea è ovviamente sempre quarta, ma al momento ha sei punti di vantaggio su Roma e Milan. Decisivo l’ingresso di Barroww dopo un primo tempo spento, Gasp inserisce il gambiano che sblocca la gara e poi esce per infortunio. Raddoppio di Castagne, nel finale è Pandev a riaccendere le speranze della squadra di Prandelli, che può consolarsi con la reazione vista negli ultimi minuti. A sorridere è l’Atalanta: non sempre convincente, anche per l’assenza di Gomez. Ma vincente, anche senza il Papu. Reggio Emilia porta bene ai nerazzurri: non è una novità.

HATEBOER DIETRO, FIDUCIA A LAPADULA. OUT GOMEZ E PANDEV –
Privo di mezza difesa, Gasperini arretra Hateboer per completare il reparto. Confermato Pasalic alle spalle di Zapata, vista l’assenza forzata di Gomez. Prandelli deve fare a meno, come ultima assenza, di Lazovic. Nuova occasione per Lapadula, ancora fuori Pandev. In questo caso per scelta tecnica.

SUBITO GOSENS. ANZI NO –
Prima palla toccata, primo fallo su Ilicic: il segno di una gara che inizia con un tasso agonistico molto alto. Il primo squillo lo suona Radovanovic con una conclusione potente ma imprecisa. Al settimo Veloso è già ammonito, all’ottavo Gosens sblocca la gara. Anzi no: l’olandese segna in tap-in su respinta di Radu, ma la rete viene annullata per posizione di fuorigioco di Zapata. Il colombiano aveva infatti disturbato il portiere rossoblù sul primo tiro, arrivato a opera dell’altro esterno nerazzurro, Castagne. Altro giro, altro gol annullato: al 18′ Zapata parte in fuorigioco, salta Romero e batte Radu. Tutto inutile, ca va sans dire: perfettibile, il colombiano, nella lettura della linea difensiva avversaria. Il resto del primo tempo è sterile possesso Atalanta: senza Gomez, le trame offensive sono macchinose e prevedibili. E infatti il primo tempo si concluderà senza tiri in porta da parte dei padroni di casa. Il Genoa, capita l’antifona, si chiude e prova a ripartire su Lapadula, ingabbiato dalla difesa avversaria.

LA MOSSA DI GASP –
Il secondo tempo iniza nel segno di Barrow: Gasperini toglie Pasalic per inserire il gambiano. Che nel giro di un minuto sblocca subito la gara: lancio di De Roon, dormita di Zukanovic e palla alle spalle di Radu. È 1-0 sul Genoa.

LA DEA S’È DESTA –
Trovato il primo gol, l’Atalanta è più leggera e trova anche il secondo. Gosens scambia con Zapata a sinistra e favorisce la progressione di Djimsiti, che poi scarica al centro per Castagne. Nulla di più facile che segnare il 2-0: una mazzata non da poco per i rossoblù. In sette minuti la partita è cambiata, senza che ce ne si accorgesse.

BARROW IN&OUT –
La notizia è che il sabato di Barrow, l’uomo che ha sbloccato la gara siglando il suo primo gol in questo campionato, dura appena 17 minuti. Al 63′ il gambiano alza bandiera bianca: Gasperini non può fare altro che sostituirlo, inserendo Pessina. La partita sembra andata, anche se Prandelli ci crede: dentro Pandev e Sanabria.

ROMERO SALE IN CATTEDRA –
Il doppio colpo orobico pesa sul morale del Genoa, che per ampi tratti della partita sembra più lontano dal 2-1 di quanto non lo sia l’Atalanta da un eventuale 3-0. Poi sale in cattedra Romero. Nel bene e nel male: prima rimedia un giallo evitabile che gli costerà la prossima gara col Cagliari. Poi impegna Gollini, bravissimo nel dirgli di no. Infine libera col tacco Pandev al tiro: sinistro angolato del macedone, 2-1 che accende il finale e dà il la al forcing rossoblù. L’Atalanta chiude con la lingua penzoloni, ma porta a casa i tre punti.

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