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Liga. Madrid sparito, il Barça passeggia ancora sui resti del Real

Daniele Orieti

MADRID Le quattro giornate di Madrid: questi ultimi giorni potrebbero entrare e rimanere nella storia con questa frase. I Blancos erano pronti alle barricate a a dare battaglia corpo a corpo contro i nemici storici Blaugrana. Purtroppo del madridismo rimangono solo i resti polverosi sul campo dopo due colossali sconfitte in queste due battaglie ravvicinate sotto i colpi della squadra allenata dal “Generale” Valverde. Questo è il desolante quadro di una squadra che ora è fuori da tutto. Eliminata, mercoledì sera, dalla Coppa del Re e con l’ennesima sconfitta in casa nel Clásico contro il Barcellona, fuori completamente dai giochi per la vittoria finale, consegnando il titolo in mano ai catalani, e per assurdo per i tifosi del Real Madrid, solo una forte resistenza degli altri nemici storici dell’Atletico Madrid, potrebbe togliere la vittoria finale ai Blaugrana. L’unico obiettivo rimasto, certo importante, ora è la Champions League, da sempre casa del Real Madrid. Due partite queste ultime giocate dove tutto l’ambiente Madridista si aspettava quel qualcosa in più dai propri giocatori, quella voglia di vincere e quell’orgoglio che fanno del Real la squadra più famosa al mondo, e rifarsi della manita, dell’altro Clásico già giocato in stagione. Anche nella partita di ieri sera, persa per 1-0, una squadra senza mordente, con il solo Modric a centrocampo a dare battaglia, con Kross in evidente difficoltà e Casemiro perso in mezzo al campo, così che l’attacco diventa poi sterile, e sia Benzema che Bale non riescono nè a trovare spazi nè ad essere pericolosi, e neanche i tentativi di inserire Isco o Marco Asensio dal tecnico Solari sono serviti a qualcosa. Le uniche note positive di queste due serate, più che amare, arrivano dai più giovani, dal terzino canterano, Reguilon, e dal giovane campione brasiliano, Vinicius, una vera spina nel fianco della difesa Blaugrana, ma per poter vincere contro gli odiati avversari del Barcellona ci vuole molto altro. La gestione Solari in questi mesi, è stata di alti e bassi. Il tecnico argentino ha usato il bastone e la carota con tutti i suoi giocatori, mettendoli sullo stesso piano, cercando delle risposte che purtroppo non sono mai arrivate. Ora rimane la partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, tra quarantotto ore arriva l’Ajax, con i tifosi che però al Bernabéu saranno sul piede di guerra, dopo averli riempiti di fischi al termine della partita di ieri sera, Bale su tutti, e non permetteranno altri passi falsi dei propri beniamini.

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