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Io tifo Napoli. “Guai a mollare adesso”

Maurizio Carfizzi *
Il verdetto è arrivato: ancora una volta l’undici dicembre è stata una data amara nella storia europea del Napoli. Ancora una volta eliminati al girone come nel 2013, dopo averlo dominato, senza perdere fino all’ultima giornata per poi uscire alla fine cedendo di misura al Liverpool che ci butta fuori per la differenza reti generale. Con chi prendersela? Con Hamsik, Callejon, Milik, o con un regolamento assurdo che ci penalizza nonostante gli azzurri siano in vantaggio negli scontri diretti con il PSG e pari assoluto con i Reds? Le recriminazioni sono tante, a cominciare dal pareggio di Belgrado, dove avevamo dominato, ma con la jella che evidentemente ci vede benissimo, a differenza della fortuna che è cieca, ma evidentemente ha residenza a Torino. A Belgrado due punti sprecati, con tante occasioni a partire dalla traversa di Insigne,  a Parigi altra traversa di Mertens  e poi il pareggio di Di Maria al 93′. Al San Paolo l’amarezza di aver concesso il gol della bandiera alla Stella Rossa, rete che poi si è rivelata decisiva nel discorso qualificazione per la differenza goal generale. Per non parlare degli errori  di Callejon e Milik ad Anfield che hanno condannato il Napoli.  Ma forse sarebbe il caso di capire cosa realmente non ha funzionato martedì sera, in primis il centrocampo, dove ancora una volta il capitano non ha mostrato di essere all’altezza di certi palcoscenici e soprattutto di non saper ricoprire il ruolo di regista. Per la prima volta si è sentita la mancanza di un regista alla Jorginho, capace di far ragionare la squadra e verticalizzare velocemente il gioco.  Non è tempo di processi sommari, nè tantomeno bisogna dimenticare chi fosse l’avversario,  ma chi ha deluso molto è stato Insigne. Doveva trascinare gli azzurri, portarsi la squadra sulle spalle da leader e simbolo di questa squadra, ma ancora una volta è venuto meno. Così come Mario Rui si è rivelato totalmente inadeguato e dannoso in questa edizione della Champions League: ha sulla coscienza i due goal del PSG , oltre che il gol della Stella Rossa al San Paolo e quello di Salah.  Non resta altro che sperare in un rientro veloce di Ghoulam, che come già emerso dalla gara con il Frosinone, sembra già realtà.  Poco da rimproverare ad Ospina, invece, dove sul gol di Salah, è stato ingannato dal movimento del giocatore egiziano, ma le responsabilità sono totalmente di Mario Rui. Accantonato l’obiettivo ottavi, ora non bisogna mollare e abbandonarsi alla delusione. Napoli merita un titolo, merita di vincere qualcosa, che sia Coppa Italia o Europa League, e Ancelotti è stato preso,  soprattutto per questo, oltre che per rivalutare la rosa di De Laurentiis, che gongola, visti i milioni incassati. Napoli merita di vincere , Aurelio, lo scudetto del bilancio non basta più. Gennaio è alle porte, ora tocca a te. Forza Napoli Sempre. 
* ex calciatore, tifoso Napoli
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