Premier. Guardiola si prende il derby di Manchester: il City stende lo United. Frena il Chelsea

Simone Dell’Uomo

Con la maturità, la consapevolezza e la classe che contraddistingue il Manchester City di Pep Guardiola, il derby stavolta non produce sorprese e regala altri tre punti all’armata celeste. Sono tre punti fondamentali perchè permettono al tecnico spagnolo di mantenere la vetta e i due punti di vantaggio sul Liverpool di Klopp. La missione è chiara: conservare e valorizzare il dominio britannico attraverso quella strada meravigliosamente tracciata l’anno scorso e perchè no, sognare glorie europee alla conquista della Uefa Champions League. All’Etihad un 3 a 1 diretto, secco, che non ammette repliche. Stavolta no, nessuna rimonta, nessun catenaccio, nessun colpo velenoso: Mourinho deve arrendersi, un ko tecnico che non ammette repliche. Troppo alta la qualità di palleggio offensivo dei due Silva: sblocca David, raddoppia Aguero ad inizio ripresa. Nemmeno il rigore trasformato da Martial ha cambiato la sostanza e l’esito del derby: più vigore United, qualche occasione, ma nel complesso dominio territoriale incontrastato e risultato mai veramente in discussione. Ed è così che con classe e stile Pep azzecca il cambio, un cambio vincente perchè chiude definitivamente la partita: fuori Aguero, dentro Gundogan, che significa un punto di riferimento in meno davanti, ma più presenza a centrocampo con inserimenti offensivi in avanti. E sul cross di Bernardo nasce proprio il gol di Ilkay: 3-1, game over, Mou deve masticare ancora amaro. Lo United si allontana dalle prime 4 posizioni in virtù di una partenza lontana dalle ambizioni del club, i trionfi di Pep sono ancor più lo scheletro nell’armadio del tecnico portoghese, che comunque con ogni probabilità finirà la stagione per poi lasciare quell’Old Trafford che l’ha visto più protagonista in comunicazione che per meri successi calcistici.

Nel pomeriggio pronostici rispettati ad Anfield dove il Liverpool liquida 2-0 il Fulham; tutt’altro che pronosticabile il passo falso del Chelsea, che a Stamford Bridge non va oltre lo 0-0 con l’Everton che prosegue la sua striscia di risultati positivi e alimenta le sue ambizioni d’alta classifica. C’è una differenza sostanziale tra i due risultati. Nonostante un buon Fulham spavaldo e spensierato in fase offensiva, Salah e compagni hanno avuto a che fare con la solita difesa troppo ballerina dei cottagers: un gioco da ragazzi per l’egiziano sbloccare la partita in contropiede, sfruttando una semplice palla in verticale e colpendo l’inesperta retroguardia avversaria nel momento giusto. Nella ripresa il primo gol di Xherdan Shaqiri con la maglia dei Reds, primo gol per la massima espressione del calcio svizzero che pian piano comincia ad acquisire sempre più minutaggio nelle gerarchie di Klopp. Il Chelsea di Sarri invece, per qualità estetica e palleggio nettamente superiore al Liverpool, non ha saputo far male al momento giusto, nonostante un grande Hazard nella ripresa, un calciatore che quando sale in cattedra sa sempre creare scompiglio nelle difese avversarie. L’assalto tambureggiante non ha prodotto gli effetti sperati: troppo nervoso Morata, troppo egoista William. Le tante palle gol costruite nella ripresa grazie alle eleganti falcate di Alonso e i movimenti offensivi richiesti dal tecnico toscano non hanno sortito i tre punti.
L’ultima big impegnata in campo era l’Arsenal di Emery, che all’Emirates salva la faccia e col pari di Mkhitaryan conquista un punto in extremis rimontando i Wolves, fino alla fine avanti grazie al gol dell’ex Monaco Cavaleiro. Sorride il Tottenham che accorcia la distanza dal Chelsea e acquisisce margine sull’Arsenal in virtù della pesantissima vittoria di ieri sul Palace. Alla sosta di novembre la classifica del campionato più emozionante al mondo recita dunque Manchester City 32, Liverpool 30, Chelsea 28, Tottenham 27, Arsenal 23. Solo sesto posto per Mou a 20 punti, accompagnato dalle rivelazioni Watford e Bournemouth.
error: Il contenuto è protetto da Copyright!!