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Impresa Parma a San Siro: l’ex Dimarco affonda l’Inter

Un favoloso straordinario mancino dell’ex Dimarco affonda l’Inter. I nerazzurri steccano clamorosamente davanti alla splendida cornice di San Siro (condita da 60.0000 spettatori) fermati da un Parma umile ma alla fine vincente. Partita che fa capire alla perfezione di come nel calcio i dettagli e l’essere freddi nei momenti chiave fa la differenza. I padroni di casa mettono in pratica un palleggio avvolgente ma fine a se stesso. Molto spesso l’Inter mette alle corde il Parma ma i gialloblu hanno il merito di tenere botta dimostrando di saper soffrire. Arriva poi la beffa, esterno magnifico di Dimrco che batte Handanovic e che manda in paradiso i tifosi del Parma. Una prodezza che simboleggia a pieno la forza caratteriale in questi due anni dell’ambiente Parma. La squadra di Spalletti ha assolutamente il compito di recepire un concetto ben chiaro e definito. Considerata la qualità in rosa e la forza dei nuovi volti, in questa stagione molto spesso le avversarie concederanno poco puntando più alla copertura in tutti settori. Per questo motivo avere la piena consapevolezza di questo aspetto e approcciare con più decisione la gara diventa fondamentale fin da subito. Per essere una grande squadra e concretizzare la mole di lavoro prodotta, è essenziale saper colpire al momento giusto per poi dettare i ritmi di gioco. Se è vero che Dimarco ha trovato un gol pazzesco, è vero anche la tranquillità e la pazienza sono ingredienti fondamentali per rimanere lucidi. Aspetti che sono mancati all’Inter dopo le numerose occasioni non capitalizzate. In casa nerazzurra Spalletti lancia dal primo minuto Candreva (in fiducia dopo il gol di Bologna), Nainggolan e Perisic alle spalle del falso nueve Keita. D’aversa sceglie il suo consueto 4-3-3 abbassando però il baricentro. Oltre alla densità nella zona nevralgica, nel tridente gialloblu è Di Gaudio ad avere il compito di sacrificarsi in fase di non possesso dando protezione sulla corsia. Sfoggiata dai nerazzurri la terza divisa di gioco. Parte bene l’Inter che applica fin dalle prime battute una manovra fluida e avvolgente. Il Parma risponde come ci si aspettava: squadra corta e raccolta con le chiavi dell’attacco affidate ad Inglese e Gervinho. L’ex freccia di Roma e Arsenal è l’unico in grado di mettere apprensione tra le linee interiste dimostrando che seppur con qualche anno in più rispetto all’ultima esperienza in A, è ancora un calciatore di fare la differenza quando mette la marcia sull’acceleratore. L’Inter spinge ma non riesce a trovare gli spiragli vincenti. Ghiotta opportunità sugli sviluppi di un corner ma Skriniar e D’ambrosio non arrivano per un soffio. Nainggolan è accerchiato dalla mediana ospite mentre Perisic viene continuamente raddoppiato. E’ però l’esterno croato ad essere il più attivo. Nell’altra corsia grande impegno da parte di Candreva estremamente attento in fase difensiva e sempre propositivo. Non incide invece Keita Balde tanti tagli ma poca imprevedibilità, una caratteristica essenziale per lui. Il numero 11 ha anche un’importante occasione ma non controlla bene in area sciupando la palla dell’uno a zero. Spalletti non soddisfatto della pericolosità della sua squadra, cambia le carte in tavola. Nella ripresa dentro il capitano Mauro Icardi ancora a secco in stagione e fuori Keita Balde, rimandato (per il momento) ed in attesa anche di una collocazione tattica adeguata. Finalmente si inizia a vedere sprazzi notevoli e cambi di gioco fulminei. L’ingresso di Icardi permette maggiori inserimenti ed il Parma viene assediata dalla manovra interista. Sepe salva i suoi sull’esecuzione di Perisic. Il risultato non si smuove e allora è il turno di Politano al posto di Candreva e di un cambio forzato Asamoah per D’Ambrosio (dolorante per uno scontro di gioco). Spazi intasati e allora arrivano le conclusioni dalla distanza. Ci prova Nainggolan, tiro teso e potente ma Sepe è reattivo. I ducali chiaramente non badano all’estetica e pensano esclusivamente ad essere efficaci. Rischiano anche l’autogol i gialloblu. Perisic sventa di testa e Gagliolo nel tentativo di spazzare mette i brividi ai suoi. Dal nulla arriva il colpo magnifico di Dimarco. Esterno mancino dalla distanza che gela San Siro. Il Parma va in vantaggio. L’Inter va all’arrembaggio, il Parma si compatta e resiste. Straordinaria prova di Inglese prezioso nel far salire la squadra ma soprattutto monumentale nel sacrificarsi per la squadra.

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