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Gruppo A. Qualificato anche l’Uruguay, l’Arabia Saudita torna a casa

Maurizio Spreghini

Alla Rostov Arena l’Uruguay batte l’Arabia Saudita grazie a un gol di Suarez (centesima presenza in nazionale), che regala alla Celeste la matematica certezza di partecipare agli ottavi di finale del Mondiale di Russia, ma poco da festeggiare perché i sudamericani si sono imposti con un solo gol di scarto peraltro propiziato da uno svarione del portiere Alowais, uscito malissimo su azione da calcio d’angolo e regalato a Suarez l’opportunità di battere a rete.  Insomma, i massimo col minimo sforzo. Si riscatta col gioco l’Arabia Saudita che imbavaglia l’undici di Tabarez ma non basta. I Sauditi tornano a casa. In testa Russia e Uruguay, decisivo per il primato lo scontro diretto di lunedì. Tabarez conferma il classico 4-4-2. Suarez e Cavani bocche da fuoco, nei quattro di centrocampo Rodriguez  e Sanchez esterni, l’interista Vecino e lo juventino Bentancur centrali. Difesa  a quattro composta da  Varela, Gimenez, Godin e Caceres con  Muslera tra i pali. Si copre invece Pizzi dopo i cinque gol presi con la Russia abbandonando il 4-4-2 e passando al 4-5-1. Il solo Al Harbi a cercar la via del gol  con alle sue spalle un centrocampo a cinque composto da Bahbir, Al Faraj, Otayf, Al Jassim e Al Dawsari. Dietro ad arginare le folate avversarie una difesa a quattro composta da Al Burayk, Hawsawi, Albulayhi e Al Shahrani con Al Owsai tra i pali.  Il divario è netto tra le due formazioni ma non si nota all’avvio. Possesso palla degli uruguagi ma è positivo l’approccio alla gara dei Sauditi, che tengono bene il campo. La prima fiammata è dell’Uruguay: Varela per Suarez con la sfera che si spegne, da posizione filata, sull’esterno della rete.   Il centrocampo a cinque dei Sauditi sembra tenere testa alla linea a quattro della Celeste che alza i ritmi. Intorno al ventesimo la gara si infiamma, prima Al Harbi mette in apprensione Muslera, la sfera finisce alta e sul capovolgimento di fronte passa L’Uruguay. Corner di Sanchez, errore grossolano in uscita di Al Owsai, con Suarez che solo davanti alla porta sguarnita bagna la centesima presenza con il gol: Celeste in vantaggio.  I Sauditi non ci stanno e subito dopo, per due volte, con Bahbir vanno alla conclusione. Sulla prima ci pensa Muslera a deviare la sfera in corner, mentre  la seconda si perde tra gli spettatori in curva. L’Uruguay controlla e l’Arabia Saudita non arriva più pericolosamente dalle parti di Muslera. Inizia con altro piglio l’Arabia Saudita la ripresa e Tabarez corre ai ripari togliendo Rodriguez e Vecino per inserire Laxalt e  Torreira. La manovra sembra più fluida e i neo entrati si fanno subito notare per intraprendenza in prima linea. Esce l’uomo più pericoloso dei sauditi Bahbir, Kanu al suo posto e subito dopo Al Salawi al posto di Al Harbi: Pizzi tenta il tutto per tutto a dieci minuti dalla fine. Non si muove nulla. Cavani allo scadere ha la palla del raddoppio dopo una folata nella metà campo saudita, ma Al Owsai salva con una uscita disperata. Non c’è più tempo, vince l’Uruguay che porta a casa risultato e qualificazione. 

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