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Domani festa Juve. Allegri: “È lo scudetto dell’orgoglio”

 

“Chi non fa i complimenti alla Juventus credo che non abbia rispetto del lavoro che i giocatori hanno fatto in questi 4 anni. Significa non essere obiettivi. Non si può mettere a confronto una squadra che vince 4 scudetti e 4 coppe Italia e che gioca due finali di Champions con una grandissima squadra che però non ha vinto nulla e non ha giocato nemmeno una finale”. Per Massimiliano Allegri è il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Messo in cassaforte il quarto scudetto della sua gestione, per l’allenatore bianconero è il momento di mettere le cose in chiaro. “Il primo scudetto è stato quello della consapevolezza, la squadra era data per finita e invece è cresciuta in autostima, soprattutto a livello europeo. Il secondo anno è stato quello della tenacia, che ci ha contraddistinto dagli altri. Eravamo in fondo alla classifica, con 12 punti dopo 10 partite, e abbiamo fatto una rimonta incredibile. Il terzo scudetto è stato quello della costanza, perchè siamo partiti e siamo arrivati in testa. Questo è quello dell’orgoglio, il più bello, abbiamo duellato molto col Napoli a cui vanno fatto i complimenti per una stagione straordinaria, col record di punti”. Per quanto riguarda il suo futuro, Allegri definisce “altissima” la percentuale della sua permanenza. “La settimana prossima ci incontreremo con la società per pianificare i programmi e capire cosa la società vuol fare per rendere competitiva la Juve anche l’anno prossimo, come la società ha sempre fatto. Io alla Juve sto bene, ho un ottimo rapporto con la società e non vedo elementi che mi possano fare cambiare idea. Se arrivasse un’offerta importante? La prima a sapere se ho intenzione di andare via sarà sempre la società”, assicura Allegri, che più che pensare a quello che ha da perdere, ritiene di avere “sempre da guadagnare. Quando si riparte c’è sempre da raggiungere altri obiettivi”. E ai giocatori lancia un messaggio: “Chi deve rimanere deve sapere che a luglio, quando si riparte, saremo pronti per fare un’altra annata a livelli importanti, altrimenti è giusto che chieda di andare via. L’importante è che la società sia alla base della programmazione della squadra. Alla Juve arriveranno sempre grandi giocatori, caratteriali, con passione, che vogliono lavorare per vincere. La Juve è fra gli 8 club più importanti d’Europa ma senza sacrificarsi non vinciamo, bisogna mettersi in discussione perchè l’anno prossimo partiamo tutti da zero punti e la media punti per vincere lo scudetto sarà più bassa”. Domani sarà l’ultima di Buffon, che però potrebbe andare a giocare altrove. “Domani per tutti e per Gigi in particolare una giornata storica. Dopo vent’anni lascia la Juve e domani penseremo a festeggiarlo, poi ci penserà lui, saprà decidere cosa fare. L’importante è che domani sia una giornata bella, c’è da festeggiare il quarto scudetto, la coppa Italia e la sua carriera alla Juve. Gigi è stato un uomo importante all’interno dello spogliatoio, ho trovato un campione che vedere allenare è sempre un piacere e vederlo parare lo è ancora di più perchè rende facile quello che per gli altri è difficile”. Poi, tornando a parlare di sè, Allegri confessa: “è nei momenti difficli che mi diverto di più, quando le cose sono un po’ monotone perdo la mia caratteristica migliore che è quella di arrangiarsi nel momento di confusione. Dopo la sconfitta col Napoli ero inadeguato a fare l’allenatore, tutti avevano dato lo scudetto al Napoli perchè avevano un calendario migliore ed era in forte ascesa. Ma per noi è stata la settimana più bella della stagione: i ragazzi sono stati straordinari, l’ambiente è stato straordinario nel mantenere l’equilibrio e la convinzione che loro un colpo lo avrebbero sbagliato ed è quello che è successo a Firenze”. Infine, sulla formazione di domani, fuori Cuadrado, Bernardeschi, Khedira e Matuidi, in porta andrà Buffon con Lichtsteiner e Alex Sandro sulle fasce e in mezzo due fra Rugani, Barzagli e Benatia. In mezzo al campo sicuro Marchisio e due fra Pjanic, Sturaro e Bentancur, in avanti potrebbe rimanere fuori Mandzukic e spazio al tridente composto da Dybala, Higuain e Douglas Costa.

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