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Champions. Roma travolta a Liverpool: ora serve un altro miracolo

Massimo Ciccognani

LIVERPOOL  Servirà un altro miracolo per ribaltarla. La Roma crolla a Liverpool, ne prende cinque dalla squadra di Klopp che domina la partita. La Roma si sveglia quando è già tardi e torna a casa con una sconfitta pesante: 5-2. Doppietta dello scatenati ex Momo Salah che nel primo tempo ha messo le ali al Liverpool segnando due gol e regalando altrettanti assist per i compagni, e rattristito una Roma che fino al vantaggio inglese aveva retto senza eccessivi patemi, andando persino vicino al vantaggio con una traversa di Kolarov. Poi nella ripresa il crollo: doppietta di Firmino e gol di Manè che di fatto aprono a Klopp la strada di Kiev. La Roma si sveglia a giochi fatti, Dzeko e Perotti rendono meno amara la nottata con il Liverpool che vede Kiev e la Roma cui servirà un secondo miracolo per spensare di passare. Benvenuti ad Anfield per Liverpool-Roma. Cinquantamila ad Anfield, spettacolo puro, da brividi, compresi i 3000 romanisti che sanno come farsi sentire. È il penultimo atto prima di Kiev. Klopp conferma l’undici migliore con la batteria offensiva affidata a Manè, Firmino e all’ex Mono Salah, 31 gol finora e giocatore dell’anno della Premier. Roma con il 3-4-2-1 con Under che vince il ballottaggio con Schick e affianca Nainggolan alle spalle di Edin Dzeko. Kolarov c’è. Spettacolo sugli spalti, una marea rossa e brividi per “you’ll never walk alone”. Arbitra il tedesco Fryck. Parte forte il Liverpool, pressing alto aggressivo, ma la Roma tiene botta e non si disunisce. Da destra o da sinistra i Reds creano superiorità, Salah, Firmino e Manè sono spine nel fianco con Fazio e Manolas costretti agli straordinari, in affanno Jesus. Klopp perde subito Chamberlain per problemi al ginocchio, dentro Vijnaldum. Tanta pressione da parte dei Reds ma la prima vera palla gol è della Roma con Kolarov che dalla distanza c’entra la traversa grazie alla deviazione di Karius. La Roma c’è e il Liverpool fa fatica a trovare ampiezza nel gioco. Ma la squadra di Klopp cresce, prende campo, schiaccia la Roma che si abbassa troppo, concede campo e soffre. Errore pesante perchP il Liverpool dilaga sul piano del gioco. Manè si divora due gol fatti, Alisson ci mette le manone per chiudere su un velenoso sinistro a giro di Salah che incanta Anfield come solo lui sa fare. La Roma va in affanno senza trovare contromisure. Il gol è nell’aria e arriva grazie ad un affondo in campo aperto di Salah che dalla destra rientra sul mancino e fa partire un tiro capolavoro che muore sotto l’incrocio. Ma l’azione è viziata da un fallo su Strootman: Brych indeciso lascia correre. Salah segna e non esulta e non lo fa neppure allo scadere quando viene imbeccato da Firmino e solo davanti ad Alisson lo beffa con lo scaletto: 2-0 all’intervallo, mazzata per la Roma che si ripresenta in campo con Schick al posto di Under, ma la musica non cambia. Di Francesco voleva intensità nelle due fasi, ma non è stato accontentato perché il Liverpool ha continuato a spingere e la Roma a provare a ripartire scoprendosi però al controgioco. Salah trova una prateria e in area la tocca per Manè che non sbaglia, ma anche qui l’azione è viziata da un netto fuorigioco non rilevato. E sono tre, che diventano quattro due minuti più tardi. Salah salta uno spaesato Jesus e la mette in mezzo per la testa di Firmino che da un metro non sbaglia. E diventano cinque ancora con uno stacco aereo di Firmino che non dà scampo ad Alisson. Impietrito Di Francesco, che sognava ben altra Roma. I giallorossi si svegliano troppo tardi. Dzeko firma nel finale il 5-1 e poco dopo Perotti trasforma il rigore del 5-2 a sei dalla fine. Troppo tardi perché il passivo di Anfield è pesantissimo e per ribaltarlo servirà un altro miracolo… calcistico.

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