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Agostino Di Bartolomei, il compleanno di un “Signore”

Paolo Tagliaferri *

Scrivere. Privilegio di pochi nel passato. Ora ossessione di molti, anche di chi non legge. Scrivere, sempre e comunque anche se non si è letti. Giocare al calcio, sempre e comunque, anche se si è troppo riservati ed educati. Anche se si è dei “Signori”. E di uno di questi “Signori” oggi sarebbe il compleanno. Agostino  Di Bartolomei (Roma, 8 aprile 1955 – Castellabate, 30 maggio 1994) fu uno dei gentleman del nostro campionato. Giocatore serio, rispettoso, pulito. Con la Roma giocò 308 gare (146 da capitano). Segnò 66 gol. Uno scudetto ( 82-83), tre Coppe Italia, una finale di Coppa dei Campioni (1984) persa ai rigori all’Olimpico contro il Liverpool. Espulso una sola vola, nel campionato 1978/79 contro la Juventus.  L’ultima partita in giallorosso nella finale di Coppa Italia del 1983/84 che la Roma vinse contro il Verona I tifosi esposero questo striscione: «Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva». Andò al Milan , poi Cesena e Salernitana. Del resto non voglio parlare. Della sua morte, di qualche ignobile coro. Mi ricordo i suoi gol, invece. Sventole che piegavano le mani dei portieri. Mi sono sempre chiesto perché non giocò in nazionale. Forse perché c’era Gaetano Scirea, un altro “Signore”, che giocava da libero. Ma Agostino avrebbe potuto giocare ovunque. Troppo serio, troppo forte, troppo gentleman. Auguri “Signore”

* avvocato penalista e scrittore

Di Bartolomei saluta il pubblico dell’Olompico dopo la sconfitta con il Liverpool
Agostino con la maglia del Milan
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