Tim Cup. Juve in finale per la quarta volta di fila: battuta l’Atalanta

Per il quarto anno consecutivo la Juventus è in finale di Tim Cup. I bianconeri battono ancora l’Atalanta nella semifinale di ritorno: dopo l’1-0 bianconero a Bergamo firmato Higuain, stasera a Torino decide un rigore di Pjanic, dubbio contatto, a quindici minuti dalla fine, penalty  concesso per una trattenuta di Mancini su Matuidi. Partita ricca di spunti, con i legni di Gomez e Douglas Costa. Passa la Juve e si mette in poltrona in attesa di conoscere stasera la vincente dell’altra semifinale, quella dell’Olimpico di Roma,  tra Lazio e Milan. Con un doppio 1-0 la Juve elimina una bella Atalanta, spregiudicata e orgogliosa capace di giocare un ottimo primo tempo, che anche stavolta si prendono i complimenti ma non riescono a fare festa. La festa la fa invece la Juve, non brillantissima ma attenta e che si prende l’ennesima finale di Coppa Italia. Nei padroni di casa, orfani degli infortunati Cuadrado, Bernardeschi, Higuain e De Sciglio, Massimiliano Allegri ha confermato in avvio il consueto modulo 4-3-3, schierando Lichtsteiner, Benatia, Chiellini e Asamoah a protezione di Buffon; Marchisio, Pjanic e il rientrante Matuidi nella zona nevralgica; con Douglas Costa, Mandzukic (tornato centravanti) e Alex Sandro nel tridente d’attacco. In campo solo nel finale di gara Khedira e Dybala. Nei bergamaschi, privi dell’indisponibile Petagna e dello squalificato Toloi, Gian Piero Gasperini ha proposto dal primo minuto lo schema 3-4-1-2, posizionando Mancini (preferito a Palomino), Caldara e Masiello davanti a Berisha; Hateboer, De Roon, Freuler e Spinazzola lungo la linea mediana; con Cristante a ridosso del tandem offensivo composto da Ilicic e Gomez. L’Atalanta ha iniziato il match con piglio molto aggressivo, sorprendendo un po’ i bianconeri. Al 12′, non a caso, è dei nerazzurri il primo tiro in porta: su cross di Ilicic, Gomez ha anticipato in scivolata Lichtsteiner ma la sua conclusione è stata bloccata facilmente da Buffon. Un minuto dopo Chiellini è intervenuto duramente su Caldara a metà campo. L’arbitro Fabbri ha sanzionato il difensore bianconero col giallo ma poteva starci anche il rosso. Cartellino, comunque, pesante: Chiellini era diffidato. Dopo il primo quarto d’ora, a poco a poco, la Juve ha preso le misure ai bergamaschi. Al 28′ i campioni d’Italia hanno reclamato un penalty per un tocco di mano di Masiello nell’area atalantina. Giustamente però il direttore di gara ha lasciato correre il gioco: il difensore nerazzurro aveva le braccia attaccate al corpo. Al 35′ Mandzukic ha saltato in modo secco Masiello ma è stato chiuso bene in uscita da Berisha. Al 44′, poi, Asamoah da posizione defilata ha colpito l’esterno della rete. Intensa (e decisiva) la seconda frazione, aperta, al 5′, da un tiro violento ma centrale di Marchisio. Al quarto d’ora lo stesso “principino” ha tentato il destro a girare dal limite dell’area ma la sfera è terminata sopra la traversa. Al 19′, con un brutto errore, Benatia ha servito involontariamente Gomez, bravo nel provare il lob di prima sull’uscita disperata di Buffon: la sfera però ha terminato la sua corsa contro il palo. Tre minuti dopo ha risposto alla grande Douglas Costa ma il suo bolide mancino dal limite si è schiantato contro la traversa. Poco prima della mezzora la svolta del match: Fabbri ha decretato il penalty in favore dei bianconeri per un lievissimo tocco in area di Mancini ai danni di Matuidi. Il Var non è intervenuto e dagli undici metri ha trasformato Pjanic. Qui, di fatto, si sono chiuse le ostilità. Juve in finale, tra poco tocca a Lazio e Milan.

 

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