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Il Milan c’è: sbanca l’Olimpico (2-0) e spedisce all’inferno la Roma


Massimo Ciccognani

ROMA Il sogno rossonero continua di pari passo con l’incubo giallorosso. Il Milan è ufficialmente guarito e si presenta nel migliore dei modi al derby di domenica prossima contro l’Inter con in mezzo il ritorno della semifinale di Tim Cup contro la Lazio. Splende il Milan mentre la Roma è al buio. La Roma è sparita, avvolta nelle nebbie di un gioco che non c’è più, con una spinadorsale di vetro pronta a frantumarsi al primo impatto. Si è sciolta in appena quattro giorni, dal secondo tempo di Kharkiv e nei novanta minuti di stasera. Crollo preoccupante che chiama in causa per primo proprio il tecnico giallorosso. La Roma non c’è, nella testa, nella convinzione, nell’incapacità di reagire, crollata al primo intoppo. Non va. Al momento Roma fuori dalla zona Champions del prossimo anno e con un ritorno degli ottavi dell’attuale Champions contro lo Shakhatr che non promette nulla di buono. La vince Gattuso con la forza dei nervi distesi, con la consapevolezza di aver ritrovato il suo Milan, avendogli dato in poco tempo un corpo e un’anima. Sei vittorie in sette gare e l’Europa che conta dietro l’angolo. Rossoneri a meno sette dai cugini e con un derby, quello di domenica, tutto da vivere. Chi l’avrebbe detto qualche tempo fa. L’opposto di una Roma che scivola al quinto posto, scavalcata da Lazio e Inter che complicano di molto i piani Champions.  Interessi altissimi all’Olimpico. Roma per riprendersi il terzo posto dopo il sorpasso di Lazio e Inter, Milan per continuare a galoppare nelle praterie dell’immenso nella rincorsa al grande sogno Champions. Difficile, però….Nella Roma fuori Florenzi, Dzeko e De Rossi, dentro Bruno Peres, Schick e Pellegrini. Nel Milan confermato lo schieramento migliore del momento, Cutrone c’è. Ed è doppia sfida tra gli emergenti Under e Cutrone e tra Alisson e Donnarumma, spettacolo garantito. Si parte. Squadre a specchio: Roma con il 4-3-3 con Schick punta di riferimento, Perotti e il baby turco sugli esterni, Milan con analogo modulo, con Suso e Calhanoglu a sostegno di Patrick Cutrone. Schermaglie con la Roma che prova a fare la partita ma il Milan c’è e non concede nulla. Si gioca al rallenty,  merito del Milan che la indirizza sul terreno più congeniale ai rossoneri. Kessiè si incolla su Nainggolan che si presenta per la prima volta completamente rasato senza cresta e il rossonero gioganteggia là in mezzo dove servono muscoli ma anche qualità. Il Milan pressa alto sugli esterni e la Roma fatica a ripartire. Gioca pulito e ordinato il Milan secondo un canovaccio già scritto. Funziona a meraviglia la catena di sinistra dove Bonaventura e Calhanoglu fanno sofrrire le pene dell’inferno a Bruno Peres, ma per la Toma le cose non vanno meglio dalla parte opposto dove Suso manda ai pazzi Kolarov. Donnarumma si supera su una conclusione ravvicinata di Schick ma era offside. Partita molto tattica e prima mezz’ora di nulla con le due difese meglio degli opposti attacchi. Sanguinosa palla persa da Nainggolan, si inserisce con perfetta scelta di tempo Calhanoglu che però viene stoppato prima della conclusione. Meglio il Milan in questa fase che concede nulla, chiuse tutte le linee di passaggio.  Numero di Schick che se ne beve due ma non Bonucci che lo chiude in maniera irreprensibile al momento della conclusione. Nulla di più in un primo tempo bloccato con la Roma che ha provato, serva riuscirvi, a fare la partita, e con il Milan attento a sfruttare le ripartenze. Ti aspetti una ripresa più vibrante e manco si inizia e il Milan mette la faccia avanti. Perfetta l’imbeccata di Suso per Cutrone che in area la mette alle spalle di Alisson con gravi responsabilità del pacchetto centrale giallorosso. La Roma accusa il colpo e di fatto la sua partita finisce proprio dopo il gol di Cutrone, visto che il vantaggio rende ancor più lucida la manovra del Milan, bravo Alisson a chiudere in angolo su una conclusione mortifera di Kessiè. Milan più sciolto, padrone del campo, con la Roma attacca ma si prende qualche rischio. Dentro Dzeko, fuori Nainggolan, e l’ennesima sostituzione non è tanto gradita dal belga. Contromossa di Gattuso, dentro Kalinic fuori Cutrone con venticinque ancora da giocare. Ma la Roma fatica troppo, spenta e intristita da un 4-2-4 che lascia troppo spazio alle ripartenze rossonere. Kalinic fa le prove del raddoppio, gli si oppone Alisson poi Manolas anticipa Romagnoli e mette in angolo. Il Milan insiste, giro palla infinito e snervante. Dentro Defrel per Under, ma non cambia la sostanza e il Milan vola sulle ali dell’entusiasmo. Assist al bacio di Kalinic per Calabria che si inserisce con i tempi giusti e la mette dentro: 2-0 Milan che sfiora anche il tris dopo una percusione di Suso, palla in mezzo ma Calhanoglu non ci arriva di un niente. Il Milan è devastante, la Roma arranca. Dentro anche Gerson per Pellegrini. Ultimi dieci minuti e Roma avanti con la sola forza della disperazione. Fuori Suso dentro l’ex Borini. Il Milan controlla senza affanni, la Roma attacca senza idee, più per disperazione. E la vince, meritamente, il Milan che ha incarnato alla perfezione l’anima del suo tecnico che l’ha riportata a sognare con un calcio semplice ma fruttifero, responsabilizzando i suoi che lo hanno finora ripagato con prestazioni sanguigne. In piena crisi la Roma, di gioco, di identità. E con un futuro sempre più grigio, contestata dalla sua gente che ha rumoreggiato al triplice fischio. Gattuso finisce in trionfo, Di Francesco sulla graticola, perché mentre “Ringhio” ha ridato lo smalto perduto ai rossoneri, il tecnico romanista è finito, ma non da ieri, in totale confusione al pari dei suoi uomini.

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