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C’è il derby col Toro, Allegri carica la Juve: “Fondamentale vincere”

Torino-Juventus è una partita-snodo per il campionato dei bianconeri nella rincorsa al settimo scudetto consecutivo. Ne è convinto Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia del terzo derby della Mole di questa stagione, il primo sul campo del Torino: “Il Toro è in una buona condizione, ha giocato 5 partite da quando è arrivato Mazzarri, ne ha vinte tre, pareggiate due e non ha ancora subito gol in casa. Sta molto meglio mentalmente, è molto più compatta, è una partita difficile, una partita di snodo del campionato che ci permetterebbe con i tre punti di rimanere in scia al Napoli”. Il tecnico bianconero non guarda troppo in là agli scontri diretti: “Innanzitutto pensiamo al Torino e poi avremo una settimana in cui ci sarà la possibilità di lavorare tutti insieme, di preparare l’Atalanta in campionato, poi l’Atalanta in Coppa Italia, abbiamo la Lazio, abbiamo il ritorno col Tottenham, abbiamo l’Udinese in casa e chiudiamo prima della sosta con la Spal. Un periodo importante e bello da vivere, pensiamo a noi stessi da domani, è un derby, ci vogliono testa, tecnica e fisicità e poi penseremo alla prossima. Una alla volta”. Allegri ha aggiunto: “Domani mi aspetto una partita in cui loro concederanno poco, è una squadra che gioca meno aperta, Mazzarri le ha dato un concetto di gioco diverso, visti i numeri è una squadra che non ha concesso gol in casa e ha molto equilibrio”. Allegri ha poi parlato di Mazzarri, tecnico nato a pochi chilometri da lui ma molto diverso dall’allenatore bianconero.
“Personalmente ci conosciamo poco, a vederci così siamo abbastanza diversi. Ha sempre fatto ottimi risultati dov’è andato e tirato fuori il massimo dalle sue squadre. E lo sta dimostrando tuttora con il Torino”. Giocare prima del Napoli non condizionerà la Juventus. Risposta anche al tecnico dei partenopei, Sarri, che invece ha espresso lamentele nel giocare dopo i bianconeri: “Intanto bisogna giocare, anzi prima si fa e prima ci si leva il dente. Se giochi prima hai la pressione perché giochi prima, se giochi dopo hai la pressione perché devi vincere. È un cane che si morde la coda. Siamo in un calcio globale dove ci sono tante partite a diversi orari, ma questi sono i diritti televisivi ed è giusto che sia così. Altrimenti andiamo ad allenare con tutto il rispetto in Lega Pro, dove si gioca una volta ogni 15 giorni”. A proposito di Napoli. Allegri ha commentato la sconfitta dei partenopei nell’andata dei 16esimi di finale con il Lipsia: “Giocare in Europa è sempre difficile, ha trovato una bella squadra, ha trovato difficoltà e ha perso la partita”. La Juve in Champions è stata molto criticata per il 2-2 nell’andata di finale con il Tottenham: “Partiamo dal presupposto che la Juventus aveva le stesse probabilità di passare il turno prima che si giocasse la gara d’andata – ha spiegato Allegri -. Martedì abbiamo fatto tecnicamente una delle peggiori partite, abbiamo fatto il 55% di passaggi riusciti mentre la squadra viaggia intorno al 70-75%. Abbiamo avuto molte occasioni noi e poche loro, sbagliando un rigore. Viste queste situazioni, non vedo perché non debba vedere le cose in maniera positiva per la partita di ritorno”.
“Si è fatta una tragedia a livello calcistico, tecnicamente al ritorno potremo fare solo il meglio – ha proseguito Allegri -. Oltretutto il Tottenham l’anno scorso e due anni fa ha avuto il miglior attacco, la miglior difesa e il capocannoniere del campionato inglese. Quindi non è una squadra facile. Poi c’è un’altra cosa. Secondo me la Champions non deve essere vissuta come un’ossessione, perché quando si vivono le cose con ossessione, non vinci niente. Il mondo Juventus dev’essere orgoglioso di quello che sta facendo e di quello che ha fatto la squadra, in Europa ha raggiunto il livello delle prime dieci. L’idea di confrontarti con le grandi d’Europa deve essere uno stimolo, non un’ossessione”. Anche dopo la partita Allegri era parso molto nervoso. Gli è stato chiesto se senta il ‘rumore dei nemici’ come avvertì Josè Mourinho quando allenava l’Inter: “Nemici non ne sento perché non ne vedo. Detto questo ora parliamo del campionato. Del Tottenham ne parleremo il 6 marzo”. L’allenatore bianconero ha fatto il punto sullo stato di salute della squadra: “Mandzukic ha 38 di febbre, l’ho spedito a casa e domani non c’è. A centrocampo giocheranno Pjanic, Khedira e il terzo lo deciderò domani mattina. Bernardeschi ieri ha avuto un affaticamento, è a disposizione, ma è da valutare se partirà titolare o meno. Da martedì saranno tutti a completa disposizione. Dybala è in una buona condizione non per giocare titolare ma per fare una mezzoretta, Howedes è rientrato in gruppo e sta abbastanza bene. Cuadrado ha iniziato a correre ma non rientrerà con la squadra, mentre Matuidi dalla prossima settimana sarà con la squadra”.
E se Bernardeschi non dovesse farcela? “Qualcuno lo farà, uno ce lo mettiamo. Ci può giocare Bentancur, ci può giocare Alex (Sandro), ci può giocare Sturaro”, ha risposto Allegri che ha anche annunciato che domani non giocherà Buffon: “Riposa come concordato insieme e poi da domenica sarà di nuovo in campo con l’Atalanta”. Non cambierà probabilmente il rigorista dopo quello sbagliato da Higuain in coppa. Anzi parlando proprio di quel rigore, Allegri ha spiegato: “La stagione della Juventus al momento passa da tre rigori sbagliati, quindi credo che i ragazzi stiano facendo un’annata importante. Il calcio è bello per questo. Può succedere ma l’importante è essere in lotta su tutti i fronti e la Juventus lavora sempre per arrivare a maggio e vincere. I traguardi intermedi non contano niente, sono come i traguardi volanti nel ciclismo”.

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