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Real crisi senza fine, fuori anche dalla Coppa del Re. E Zidane adesso rischia

Daniele Orieti

MADRID L’eroico Leganés per un giorno si trasforma nella vera capitale calcistica di Madrid e di tutta la Spagna. Con il successo al Bernabéu, nella partita di ieri sera, valido per il ritorno dei quarti di finale della Coppa del Re, per la prima volta nella sua storia passa alla semifinale e nello stesso tempo fa sprofondare i cugini del Real Madrid in una crisi profonda, la più grave degli ultimi anni. Dopo l’esaltante vittoria di appena quattro giorni prima per 7-1 nella Liga, si pensava che la crisi fosse ormai messa alle spalle, ma dopo l’ennesima sconfitta davanti ai propri tifosi, al Bernabéu, tempio del madridismo, probabilmente per Zidane si è giunti al punto di non ritorno. In Liga sono diciannove i punti di distacco dal Barcellona primo in classifica, fuori dalla Coppa del Re e a solo tre settimane dalla sfida cruciale in Champions League contro il P.S.G. Sempre più forte è l’idea dell’esonero del tecnico francese da parte del presidente Florentino Pérez, e di mettere un ‘traghettatore’ sulla panchina fino a fine stagione, però visto anche l’importantissima partita di sabato prossimo contro il Valencia al Mestalla, sarà difficile che venga presa la decisione dell’esonero, troppe le partite fondamentali in un tempo così ravvicinato. Da parte sua, il tecnico d’oltralpe, si dice sicuro del posto e si sente ancora tranquillo alla guida tecnica della propria squadra, questa forza e tranquillità, arriva anche grazie all’aver vinto tutto ciò che era possibile vincere nella passata stagione. Di sicuro assisteremo a tre settimane molto intense in casa Real, ormai trasformata in una polveriera appena pronta ad esplodere.

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