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Quagliarella illude la Samp, Dzeko salva la Roma a Marassi

Massimo Ciccognani

GENOVA Finisce in parità a Marassi, una partita a tratti anche piacevole, decisa da due gol segnati nei recuperi dei due tempi. Quagliarella firma il vantaggio blucerchiato al 47esimo su rigore con Orsato che ignora un precedente fallo su Strootman, e dopo il novantasimo il sigillo del centravanti che avrà pure la valigia in mano, ma regata alla Roma il probabile gol d’addio.  Pari giusto. Tanto rumore per nulla. Nella Samp c’è Fabio Quagliarella, nella Roma Edin Dzeko che è ancora un giocatore giallorosso e al quale Di Francesco non intende rinunciare. Tutto nuovo l’attacco della Roma con Under e Defrel a completare il tridente. In mezzo confermato Pellegrini con Nainggolan e Strootman. Emerson Palmieri in panchina. Giampaolo invece conferma la difesa a quattro e, come detto, Quagliarella accanto a Zapata in prima linea con Ramirez alle loro spalle. Marassi è una bolgia, la Sud doriana che soffia alle spalle dei blucerchiati. Arbitra Orsato con Mazzoleni al Var. La Roma cerca subito di fare la partita, subito pericoloso Dzeko, bravo Ferrari ad immolarsi in scivolata sulla conclusione del bosniaco. I giallorossi continuano a fare la partita ma non sfondano, complice tanta imprecisione là davanti e grazie anche all’accorta retroguardia blucerchiata che concede praticamente nulla. Entrambe mancano in fase di impostazione e gara che rimane in equilibrio. Davanti Zapata e Quagliarella spingono, sul fronte opposto non graffia il tridente giallorosso, con Defrel lontano parente dal calciatore ammirato al Sassuolo: Dzeko gli serve un pallone d’oro ma calcia alto. Samp che agisce di rimessa, ma Roma sempre più propositiva. Prima dell’intervallo la svolta della gara. Strootman va giù al limite, l’assistente Paganessi segnala l’irregolarità, Orsato lo ignora e lascia correre e sul capovolgimento di fronte Kolarov addomestica il pallone in area con la mano. Orsato dopo un minuto di gioco va a vedere il Var e concede il rigore alla Samp tra le proteste giallorosse, mentre Quagliarella trasforma con freddezza. Uno a zero all’intervallo. Ripresa, fuori Quagliarella dopo cinque minuti, dentro Caprari, ma lo “scugnizzo” il suo dovere lo ha fatto. La Roma attacca alla ricerca del pari ma con poca lucidità. Orsato fischia fallo a Strootman (ammonito) su Ramirez e dalla punizione occasione Samp con Caprari che calcia all’incrocio, Alisson in angolo. E’ il momento di Schick, l’ex doriano accolto dai fischi di Marassi che prende il posto di Defrel (63′). La Roma va in gol con Dzeko che raccoglie un centro di Under, ma il turco, servito da Schick, era in offside. Meno di venti alla fine, Di Francesco richiama Under e manda in campo il baby Antonucci che in pochi minuti fa devisamente meglio di Under e Defrel. L’aria di Marassi fa bene a Schick che si muove con disinvoltura, manca però Dzeko che arriva scoordinato sull’ennesima percussione giallorossa. La Samp ha però l’occasione per chiuderla ma Caprari spara alle stelle da ottima posizione. Quindici alla fine con la Roma che attacca a pieno organico ed è brava a rimanere in partita. Ultimi dieci minuti, dentro anche Gerson per Pellegrini. Schick la mette in mezzo per Nainggolan che cicca maldestramente il cross per Dzeko. La Samp controlla, la Roma fatica a trovare il varco giusto ed è ancora la Samp a sfiorare il raddoppio, stavolta con Caprari, ci mette una pezza Alisson. Poi non è fortunato Florenzi, gran destro al volo dal limite deviato in angolo. Quattro di recupero e Roma che attacca a testa bassa e proprio al quarantacinquesimo trova il meritato pari: Antonucci la mette in mezzo dal fondo e stavolta svetta la testa di Dzeko che la mette dentro: 1-1. Ma non è finita. Florenzi stende Caprari al limite dopo una palla persa da Strootman: punizione che si infrange sulla barriera. E finisce così con un punto per uno. Roma che ci ha provato e con la forza della disperazione ha trovato il pari, che la tiene viva nella corsa alla Champions, ma ancorsa con qualche problema da risolvere. mentre la Samp difende con orgoglio e carattere il sesto posto.

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