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L’Inter ricomincia da Firenze. Spalletti: “Trasferta ostica, mi fido dei miei”. Pioli: “Pronti a battere una grande”

C’è l’insidiosa trasferta del Franchi per l’Inter attesa domani sera dalla Fiorentina dell’ex Pioli. Spalletti carica i suoi, non pensa al mercato ma soprattutto vuole ritornare a ruggire. “Dobbiamo tornare a fare il massimo. Nel girone di andata abbiamo fatto buone cose e lavorato in una direzione precisa. Sappiamo il percorso da fare. Nel calcio non c’è avviso su quello che può succedere, dobbiamo essere pronti ad alzare la qualità delle giocate perché è nelle nostre corde. Certe cose bisogna vederle prima con la mente che con i piedi.  Abbiamo ricaricato le pile contro la Lazio che è squadra fortissima e noi gli stiamo davanti quando lo scorso anno ci hanno staccato di molto. Davanti a noi ci sono solo Napoli e Juventus che sono più forti, con le altre ce la battiamo. Abbiamo perso 2-3 partite in cui dovevamo fare meglio, ma succede. La Fiorentina? Non sarà certo quella dell’andata. Pioli allora doveva costruire il gruppo dopo  i tanti cambiamenti estivi. Ha messo le sue qualità a disposizione del gruppo, con giocatori di talento. Noi dobbiamo andare a Firenze per fare la nostra partita e mettere le nostre qualità al loro posto. Bisogna ridare il massimo a livello individuale e metterlo a disposizione del gruppo”. Spalletti non intende dare peso al mercato di gennaio, el’obiettivo è quello di rilanciare i suoi. “Continuare a dire che per essere competitivi bisogna fare un mercato importante è il modo migliore per farci del male. La società è stata chiara, ci sono dei numeri da rispettare. E’ sbagliato ridurre la possibilità di migliorare a livello di squadre pensando per forza all’arrivo di nuovi calciatori, è un messaggio sbagliato per il nostro gruppo. Un calciatore solo non potrà mai cambiare le sorti di una squadra e noi non possiamo fare cose importantissime sul mercato. Non devo essere rassicurato su niente dalla società, ma voglio essere informato su ciò che accade per organizzare meglio il futuro. I ragazzi che sto allenando devono sapere che io credo totalmente in loro, ma loro stessi devono essere convinti e sapere cosa vuol dire vestire la maglia dell’Inter. Non dobbiamo avere alibi. Non piangiamoci addosso perché con le lacrime non si raggiungono gli obiettivi. Per migliorare bisogna prendere giocatori più forti di quelli che abbiamo a disposizione, ma in rosa abbiamo giocatori di qualità per ambire ai nostri obiettivi prefissati. Tutto è migliorabile, ma i mezzi li abbiamo. Ci manca un centrale, ma numericamente. La bravura dei direttori sportivi è nella capacità di trovare le situazioni da prendere al volo. Hanno le qualità per poterlo fare, ma bisogna che questa ocacsione capiti. Noi dobbiamo pensare a migliorare in campo, non attraverso il mercato. Mkhiraryan e Pastore? Ci vogliono 40 milioni per prenderli. Non li abbiamo, inutile girarci intorno. Dobbiamo fare quadrare i conti, come noi anche molti altri club. Ripeto – conclude Spalletti – inutile guardarci intorno. Io mi fido dei giocatori che ho e loro debbono dimostrarlo in campo. A cominciare da domani sera a Firenze”.

Dove l’Inter troverà una squadra arrabbiata e pronta a fare male. Ne è convinto Stefano Pioli. “Vogliamo battere una grande, possiamo competere contro le squadre più attrezzate della nostra. L’Inter ha le sue certezze e le sue qualità, sarà un partita difficile. Mi aspetto un’Inter forte ma siamo preparati per contrastarli al meglio. Siamo migliorati rispetto alla prima gara di campionato. Dobbiamo puntare sulla nostra identità. Contro un avversario di spessore e di prestigio come l’Inter ci serve la notte perfetta, per fare una prestazione di livello. Abbiamo voglia  di battere una grande, è quello che ancora ci manca in questa stagione. Rispetto a inizio stagione siamo cresciuti, prima eravamo un gruppo di buoni giocatori, adesso siamo una buona squadra: abbiamo chiuso il girone d’andata a 27 punti, un buon bottino, ma per quello di ritorno mi aspetto di più, perché abbiamo le possibilità per riuscirci. Con le sconfitte di Chievo e Crotone abbiamo fatto dei passi indietro, ma questi alti e bassi erano previsti vista la giovane età della squadra. Amo allenare giocatori che danno tutti i giorni il massimo, non mi piace allenare persone tristi che non vogliono andare oltre i propri limiti. Proveremo a giocarcela con tutti fino alla fine del campionato”.

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