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Inter e Napoli a caccia del tris

Sono partite entrambe alla grande, Inter e Napoli, ma se gli Azzurri si stanno semplicemente confermando, i milanesi sono la vera sorpresa di questo inizio di stagione. Il grande lavoro di Luciano Spalletti sta dando i suoi frutti: due vittorie, bel gioco anche se a Roma ha inciso anche una bella dose di fortuna per via del tre legni, del rigore negato ai giallorossi. Ma all’Inter di questi tempi va tutto bene anzi, benissimo. Spalletti ci crede e con lui una squadra rivitalizzata dalla cura del tecnico toscano. E l’Inter insegue il tris a San Siro all’ora di pranzo contro la neopromossa Spal che è partita benissimo e che sale a San Siro per fare bella figura e magari sognare il colpaccio. Spalle si gode il momento e rilancia. “Mi aspettavo che la mia squadra continuasse a fare quello che ha fatto. I risultati fanno entusiasmo ed è quello che ci serve. Qui si è vinto molto e no vogliamo tornare a farlo. Le partite si possono vincere, perdere, l’essenziale è far vedere la strada che si vuole intraprendere.  Noi vorremmo parlare di calcio, di squadra, voi parlate di risultati e obiettivi.  Se tutti dicono una cosa e i nostri tifosi si aspettano una cosa, bisogna migliorare di 30 punti, per lo scudetto di 50 punti. Io di promettere qualcosa in questo senso non me la sento. Io dico che si devono provare a vincere tutte le partite. Una squadra come l’Inter non si accontenta del punto, siamo felici se si vince. Le intenzioni devono essere quelle, le partite si finiscono in 11, non dobbiamo farci cacciare, ci è successo l’anno scorso di avere reazioni che disturbano la squadra e la mettono in difficoltà. No, non contano le cose individuali. O si vince come squadra o individualmente siamo tutti annullati. Il giocatore che fa 20 o 25 gol che risultato è per l’Inter? L’Inter mette nella parete dei trofei 20 gol di questo o di quell’altro? Se non si vince niente non c’è niente. Inutile portare avanti discorsi individuali o creare fenomeno di un calciatore perché ha la cresta o l’orecchino. Bisogna fare risultati, vincere tantissime partite per pareggiare il gap con le prime tre dell’anno scorso. Bisogna mettersi in testa che partite come quella di domani vanno portate a casa. Sono organizzati e possono crearti problemi, ma il nostro deve essere un timbro da mettere su tutte le partite. Battiamo il timbro sulla partita. Io sono convinto che il timbro domani lo mettano per ridare ai tifosi questa fiducia che loro ci hanno accreditato”. Ma il presidente degli emiliani, Walter Mattioli, rilancia la sfida. “I ragazzi sanno che partita dobbiamo giocare, avremo di fronte tanti campioni ma non andremo a San Siro con il cappello in mano. Ce la giocheremo, ce la metteremo tutta per metterli in difficoltà”.

In serata invece toccherà al Napoli ospite del Bologna al Dall’Ara. Quattro punti per i felsinei che provano a fare lo sgambetto ad una delle candidate al titolo. Donadodoni è stato chiaro. “Quella di Sarri è una delle squadre più forti, per noi è un appuntamento importantissimo e il risultato vale tanto. Il Napoli ci è superiore dal punto di vista individuale, ma noi dovremo ragionare come squadra, come collettivo. Noi finora siamo stato bravi, ma dobbiamo migliorare. Il 7-1 dello scorso anno? E’ una macchia ma sarebbe un errore pensarci”.  Sarri invece non parla complice il silenzio stampa imposto dalla società. Un silenzio che non fa bene. Vedremo come parlerà sul campo. La giornata prevede anche Atalanta-Sassuolo con i bergamaschi attesi ad un vero tour de force con Gasperini èpreoccupato per le sette partite da giocare in 21 giorni, ma voglioso di mettere in cassaforte tre punti importanti prima di iniziare la stagione in Europa. Poi Cagliari-Crotone, Udinese-Genoa, con Del Neri che vuole allontanare la crisi, Benevento-Torino, con i granata che guardano in alto e i campani che inseguono punti pesanti sulla strada della salvezza.

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