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Veleni e polemiche: c’è Real-Barça ma tiene banco la maxi squalifica a Ronaldo. Panölada del Bernabeu

MASSIMO CICCOGNANI

MADRID Si parte dal 3-1 dell’andata al Camp Nou, un vantaggio importante, ma Zidane non si fida alla vigilia della sfida di ritorno che vale la conquista della Supercoppa di Spagna che per il Real sarebbe la decima. Il Barcellona, d’altronde, non ha più nulla perdere e si giocherà la partita a viso aperto per provare a ribaltarla. Ci pensa Leo Messi a scuotere i suoi. “Dobbiamo rialzarci ed andare avanti”, ha detto la Pulce. Per questo Zidane vola basso, soprattutto dopo la stangata di cinque giornate a Cristiano Ronaldo per quella spinta all’arbitro che non era di cattoveria o rabbia, ma solo un modo per richiamare l’attenzione del direttore di gara che aveva voltato le spalle al Pallone d’Oro. E che adesso costringerà Cristiano a saltare non solo il ritorno di domani al Bernabeu, ma anche le prime quattro di Liga. “Sono molto arrabbiato, siamo tutti arrabbiati – ha detto Zidane – Non intendo parlare degli arbitri, ma se giudico quello che è successo in campo e poi danno cinque giornate a Cristiano significa che c’è qualcosa che non va. E’ troppo. Non lo so se qualcuno ce l’ha con lui, mi auguro di no. Gli arbitri fanno il loro lavoro ma alla fine noi perdiamo per cinque giornate il nostro giocatore”. La realtà è chiara perché nonostante il 3-1 per il Madrid, in campo l’arbitro De Burgos ha diretto a senso unico. Ha concesso il rigore del pari del Barça inesistente per un contatto tra Navas e Suarez quando dalle immagine si vede chiaro che il portiere non tocca il calciatore blaugrana. Poi annulla un gol regolare a Cristiano e non gli concede un rigore per un contatto in area. Di lì le proteste del portoghese che nella spinta all’arbitro voleva solo richiamare la sua attenzione dal momento che gli aveva sbattuto in faccia il rosso e si era voltato. Ma è andata e adesso c’è il ritorno. E Zidane non nega che la partita è ancora aperta. “Nonostante il 3-1 per noi all’andata per noi, tutto è possibile, dobbiamo giocare questa partita e giocarla pure bene perché loro verranno qui stimolati dalla voglia di ribaltare il risultato. Loro sono una buona squadra e possono metterti in difficoltà in qualsiasi momento. Noi dobbiamo evitare di pensare all’andata, ma pensare solo a giocare bene fino alla fine per vincere e chiudere il conto. Non ci rilasseremo ma sappiamo che ci aspetta una gara molto insidiosa”. E su questo poggia le sue speranze il tecnico blaugrana Valverde. Carica i suoi per giocare al Bernabeu la partita della vita. “Ogni partita è fatta di episodi e all’andata è stato premiato il Madrid, ma non è finita. Dobbiamo andare al Bernabeu sereni e vogliosi di ribnaltarlla. E’ nelle nostree corde, nelle nostre possibilità. Ci crediamo, sappiamo che è difficile, ma anche che non è finita. Abbiamo da giocare le nostre carte. Spetta a noi riaprirla”. Veleni all’ultimo stadio perché il madridismo non ha perdonato l’arbitro Burgos e domani all settimo minuto, 7 come il numero di maglia del portoghese, il Bernabeu si alzerà in piedi compatto e sfogherà la sua rabbia con una panolada per rimarcare l’indignazione per la clamorosa quanto ingiusta squalifica. Si parte con un orario inconsueto, alle ore 23. In palio la Supercoppa di Spagna. Real e Barcellona, fate il vostro gioco.

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