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Cagliari sbanca Bergamo e vola al quarto posto

Paolo Dani

Il Cagliari sbanca Bergamo e aggancia l’Atalanta al quarto posto a 21 punti nel lunch match dell’11esima giornata. 2-0 per i sardi grazie all’autorete di Pasalic e al guizzo di Oliva. Espulso Ilicic a a dieci dalla fine della prima frazione per un fallo di reazione su Lykogiannis. Avvio prepotente degli ospiti, il cui primo squillo risponde al nome di Simeone: volata dell’attaccante e tiro intercettato da Gollini. Poco soddisfatto dei suoi Gasperini, in balia dell’avversario per quasi tutto il corso del primo tempo. Due chance nitide per Rog e Joao Pedro, fermati rispettivamente dagli interventi di Djimsiti e Castagne nella prima mezz’ora. Il meritato gol del vantaggio dei sardi arriva poco dopo: cross insidioso di Lykogiannis  e autorete piuttosto sfortunata di Pasalic a beffare il proprio portiere. Ilicic decide di peggiorare la situazione scalciando lo stesso Lykogiannis con un fallo di reazione: nessun dubbio per l’arbitro Abisso, rosso diretto ed Atalanta in 10. Nella ripresa Gasperini sorprende inserendo Malinovskyi al posto di Gomez, uno dei migliori nella prima frazione. Il Cagliari è cinico oltre che bello. Simeone scatta sulla linea del fuorigioco e serve Oliva: tiro centrale, ma efficace che vale il raddoppio sardo. Forcing finale nell’ultima mezz’ora da parte dell’Atalanta, tuttavia troppo nervosa e frettolosa nell’ultima scelta. Finisce 0-2 a Bergamo.

Ok Verona e Udinese Nelle gare del pomeriggio, Verona e Udinese fanno un bel balzo in avanti in zona salvezza, mentre tra Lecce e Sassuolo finisce 2-2. Non sono mancate le emozioni nelle tre sfide pomeridiane , a partire dal Bentegodi, dove una zuccata di Salcedo (in ‘comproprietà’ con Martella) e il blitz di Pessina consentono a Juric di battere 2-1 il Brescia (Balotelli), inguaiando Corini. Al 10′ della ripresa l’arbitro Mariani ha sospeso il match per circa 5′ per cori razzisti rivolti da parte dei tifosi di casa all’indirizzo di Balotelli, che ha reagito scagliando il pallone verso la curva e minacciando di lasciare il campo, fermato nel suo intento da compagni e avversari. Pesantissimo successo esterno, in rimonta, dell’Udinese di Gotti: va benissimo la prima del dopo Tudor ai friulani, che si impongono 3-1 contro un Genoa partito bene (bel gol di Pandev) ma poi via via smarritosi. Splendido il pari di De Paul, nella ripresa il sorpasso di Sema e il contropiede di Lasagna in pieno recupero condannano Thiago Motta al secondo ko consecutivo. Non sfrutta il fattore casalingo il Lecce: 2-2 contro un Sassuolo troppo alterno ma capace di rimontare due volte, con Toljan e Berardi, le reti dei giallorossi con Lapadula e Falco.

Fiorentina e Parma non si fanno male. Al Franchi finisce 1-1. Un pari giusto, che premia la maggiore intraprendenza del Parma nel primo tempo e la voglia di non perdere della Fiorentina nella ripresa. Al Franchi le firme sono di Gervinho (gran tocco sotto dopo fuga solitaria) e Castrovilli (splendido colpo di testa su assist di Dalbert), entrambi al terzo gol stagionale. Alle formazioni allenate da Montella e D’Aversa è mancato il colpo del ko, per stanchezza (tre gare in una settimana si fanno sentire) e per rose che appaiono non adeguate per lottare oltre la zona di centro classifica, dove entrambe si trovano. Prima offensiva del Parma, con Hernani che non concretizza il cross di Karamoh. I viola faticano a ingranare, ed è Chiesa a perdere la sanguinosa palla da cui nasce l’1-0 gialloblu’: Kucka lancia Gervinho, che scatta sul filo del fuorigioco, brucia Milenkovic e batte in uscita Dragowski. Montella nella ripresa affianca Vlahovic a Boateng, ma è Dragowski a dover dire no a Gervinho e Kulusevski. Il Parma arretra a quel punto pericolosamente il baricentro e la Fiorentina pareggia grazie al terzo gol in serie A di Castrovilli, che raccoglie un perfetto assist da sinistra di Dalbert. Vlahovic su cross dell’ex Inter sbaglia due volte sotto porta il possibile sorpasso, ma il pareggio è la più logica conclusione.

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