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Champions, c’è Atletico Juve. Sarri: “Vogliamo vincere ma senza fobie”. Simeone: “Hanno una grande rosa. E poi…Cristiano”

Daniele Orieti

MADRID Atletico e Juventus ritornano sul sentiero di guerra, dopo le battaglie in campo dello scorso anno. Il 2-0 del Wanda che aveva illuso i colchoneros, ribaltato poi dal 3-0 di Torino, la tripletta di Cristiano Ronaldo.E sogni che tornarono nel cassetto. L’ex di quella battaglia non si è ancora sopito che l’appuntamento si ripete. Grossa onta da cancellare in casa spagnola, grosso motivo per una riconferma tra i bianconeri. Che partono favori. Ma non ditelo a Sarri.

QUI JUVE L’ossessione Champions cè anche se Sarri fa finta sei non vederla. “Non lo sentiamo. Siamo la Juventus, ogni volta che andiamo in campo l’obiettivo è vincere, però sappiamo benissimo che ci sono manifestazioni in cui questo obiettivo vale per 10-12 squadre che sono attrezzate come noi. In questo momento il calcio italiano non mi sembra che sia il favorito in questo tipo di manifestazione, purtroppo ci sono realtà molto più importanti di noi. Quel che abbiamo perso negli ultimi vent’anni è dovuto anche a colpe nostre, dai presidenti ai giornalisti, intendo tutto ciò che ruota attorno al calcio. Io penso che dobbiamo affrontare queste partite con un livello di determinazione eccezionale, ma anche con leggerezza. Bisogna tornare a divertirsi in campo, senza una fobia che non è logica. Sempre con la premessa però: l’obiettivo deve essere quello di provare a vincere”.

Elogi per la formazione di Diego Simeone. “È una delle squadre che può partire per vincere. Io ho fatto l’ultima esperienza in un calcio ricchissimo, hanno cinque squadre e tutte sono favorite. Ora è difficile combattere con le squadre inglesi, l’Atletico ha perso un giocatore straordinario ma ne ha preso un altro straordinario. E comincia ad avere l’età giusta nei suoi giocatori determinanti: Saul ha fatto un balzo avanti enorme, lo ritengo uno dei più forti d’Europa al momento. Hanno giocatori di altissimo livello, possono vincere con tutti. Purtroppo, oltre alla forza mentale, tecnica e tattica, in Champions occorre anche un pizzico di fortuna”. E Bonucci, per bocca dello stesso Sarri, torna a disposizione. La decisione domani.

QUI ATLETICO Simeone, come al solito, non trema davanti a nessuno, ma le sue parole sulla Juve sono chiare. “La Juve ha caratteristiche precise, è una squadra forte, con un livello altissimo: lo vediamo dai giocatori che sono rimasti fuori dalla rosa della Juve. Favoriti? Io penso alle cose giorno per giorno. Vedo che ci mettete a volte primi a volte ultimi: il calcio è sempre il calcio, dipende da come arriva una squadra alla competizione. Guardate l’annata straordinaria dell’Ajax: questo è il calcio. La Champions è dei giocatori di talento, che possano farti vincere le partite contro qualsiasi rivale. Noi stiamo cercando di migliorare, di crescere, di adattarci a questo tipo di competizione, di far capire ai giovani cosa è. Le parole sono solo parole: penso a Joao Felix, ci vuole tempo”.

Pensieri che vanno, dalla sconfitta con la Real Sociedad, al 3-0 di Torino dello scorso anno. E poi il fenomeno Ronaldo. “Ci sono situazioni di gioco da poter migliorare, a San Sebastian il ritmo è stato buono ma dobbiamo gestire certe situazioni in modo diverso. Non ho rivisto il match di Torino, ma tutte le partite giocate contro di loro. Però è una partita nuova, come dicevate voi il gioco di Allegri non è lo stesso del gioco di Sarri. Sono gli stessi giocatori, ma non credo si possa imparare molto da quella gara. Sono una squadra forte e con personalità, dovremo cercare di portare la partita dove riteniamo di poter fare male. Cristiano? È difficile preparare una partita contro di lui. È un animale da gol, ha un livello diverso e con lui in area serve attenzione: non è facile da controllare, ha un cambio di passo e una capacità di segnare che come visto abbiamo sofferto. È un animale da gol”.

La sfida è lanciata e confida nel “Wanda” per sgambettare ancora i bianconeri.”L’entusiasmo arriva dal basso verso l’alto. La squadra sta rispondendo bene, ora l’entusiasmo deve arrivare dall’alto in basso”.

 

 

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