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Je suis Mertens: il Napoli sbanca il Velodrome e rovina la festa per i 120 anni dell’OM

Francesco Raiola

E’ bello e convincente il Napoli di questo primo scorcio d’agosto. Bello perché sa mettere in pratica i calcio dettato da sir Carlo Ancelotti, convincente perché la qualità c’è e si vede. In attesa dei rinforzi che la Napoli azzurra sogna, arrivano intanto risposte concrete dal campo. Dopo la netta vittoria contro i campioni d’Europa del Liverpool, altro saggio da applausi per la AncelottiBand che sbanca il Velodrome e riduce ai minimi termini il Marsiglia di Villas Boas già in formato campionato. Bel Napoli, niente da dire.

Le scelte di Carlo Il tecnico sceglie di partenza il 4-2-3-1, con Meret tra i pali, Hysaj, Manolas, Luperto e  Ghoulam nei quattro dietro, il neo acquisto Elmas e  Fabian a fare da cerniera davanti alla difesa. Milik la punta di riferimento, con Callejon, Mertens e  Insigne a sostegno. Ed è un… sostegno profondo, perché i tre tenori incantano per qualità, velocità di esecuzione, movimenti incrociati che mandano ai pazzi la retroguardia transalpina. Non c’è invece Zielinski rimasto in hotel per un attacco influenzale. C’è il tutto esaurito al Velodrome in una giornata di grande festa per Marsiglia che festeggia i 120 anni di storia del club. Payet è la stella della squadra, di natura un trequartista che sa dare del tu al pallone, agile nel dribling e bravo con entrambi i piedi e poi quel Kevin Strootman chiamato al riscatto dopo una stagione non propriamente brillante. E’ proprio i vice campione d’Europa nel 2016 a provare a spaventare Meret, ma la difesa azzurra non gli concede spazi. Ma il Napoli ci mette un battito di ciglia per prendere campo, uscendo con disinvoltura dagli assalti marsigliesi e i pericoli sono tutti per la porta difesa da Mandanda che prima è reattivo su una conclusione di Insigne, poi non è preciso Fabian su una percussione estremamente pericolosa. Segnalidi Napoli che gestisce le fasi del match con grande personalità.

Guizzo Mertens Manolas dietro è la sicurezza fatta uomo e così quando Radonjic prova a guizzare verso Meret, ecco il greco in uscita tempestiva a chiudere ogni varco. Ma che giocata Payet. Napoliin controllo gara, possesso palla a due tocchi in attesa dell’imbucata giusta. Mertens è ispirato, Callejon pure, ma Hysaj, lanciato al bacio, si fa rimontare sul più bello. Callejon e Insigne si guardano e si cercano , ma non sono fortunati nelle conclusioni. Elmas è uno spettacolo da vedere, gioca fluido, a testa alta. Il Marsiglia resta a guardare e può solo applaudire quando al tramonto della prima frazione il Napoli passa. Azione bellissima. Elmas lancia Insigne che con un cross chirurgico taglia dalla parte opposta per Callejon che di prima intenzione vede a rimorchio l’inserimento di Mertens  che incrocia di giustezza e la piazza alle spalle di Mandanda: 1-0 Napoli, risultato con il quale si va al riposo.

Si cambia Ripresa e solita girandola di sostituzioni, dentro Verdi, Gaetano, Chiriches, Maksimovic, Mario Rui, Younes, fuori Ghoulam, Fabian Ruiz, Manolas, Luperto, Milik ed Elmas con Ancelotti che rimodella la squadra in un robusto 4-4-2 con Callejon che scala nuovamente in mediana, mostrando grandissima personalità anche da centrocampista. Il Napoli, nonostante i cambi, resta padrone del campo ed è bravo ancora una volta Mandanda a chiudere stavolta su un colpo di testa di Younes. L’intensità e i ritmo calano, il Napoli tiene palla con grande disinvoltura e addormenta il match. Finiasce anche la partita di Dries Mertens, dentro Di Lorenzo, con il Napoli sempre in totale controllo del match. Prima Younes poi una punizione di Insigne a legittimare un predominio territoriale netto. Insigne è uno spettacolo da vedere, meno che per Payet che si dimentica che trattasi di amichevole e rifila uno schiaffone allo scugnizzo  intervenuto dopo un bruttissimo fallo su Younes. Era già ammonito e meritava il rosso, ma il direttore di gara lo grazia e in campo sono scintille. Si infiamma il Velodrome che vuole almeno il pari e la gente di Marsiglia comincia a soffiare alle spalle dell’OM. Gaetano è bravo sull’affondo marsigliese a deviare in angolo. Adesso si gioca in una bolgia, ma il Napoli si difende con ordine e personalità, senza lasciarsi schiacciare dai marsigliesi. E finisce qui, col Napoli che sbanca il Velodrome e rovina la festa per i 120 anni dell’OM.

Esame ok Dopo quello di inglese, il Napoli supera anche l’esame di francese. Lo fa con personalità, con carattere e la qualità dei suoi uomini. All’appello mancano ancora Koulibaly e Allan, sempre in attesa dei nuovi che verranno. Per ora conta, al di là dei risultati che pure fanno morale, la bellezza di una squadra che gioca bene al calcio e che anche quest’anno vuole recitare un ruolo da protagonista. Gli ingredienti, ci sono tutti.

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