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L’Inter volta pagina. Spalletti. “Basta odio nel calcio. Empoli? Partita complicata”

Dopo i tragici e folli fatti della notte di Santo Stefano, l’Inter nell’ultima partita dell’anno domani sfida l’Empoli al Castellani. Alla vigilia Luciano Spalletti ha giustamente espresso il suo parere riguardo fatti di domenica. “La mia è una posizione di condanna. E’ giunto il momento di dire basta ai cori di razzismo, ai cori discriminatori, alle tragedie. Basta all’odio del calcio. Venire allo stadio deve essere un momento educativo e di coinvolgimento. Diciamo tanto di partire ma dobbiamo partire. Non voglio entrare nel merito della sentenza perché poi si vanno a colpire quei tifosi che vogliono andare allo stadio. L’educazione della squadra si è vista durante la partita. E’ il nostro stile, è scritto nell’atto costitutivo. Ci chiamiamo Internazionale perché siamo fratelli del mondo e con chiunque vogliamo avere contatti senza distinzioni. Non è giusto accostare quanto accaduto al risultato. La fascia ad Asamoah? Se c’è bisogno di un’azione per confermare da che parte stiamo lo facciamo volentieri. Dobbiamo dimostrarlo però nel lungo termine non con un singolo gesto perché ora siamo sotto i riflettori. Queste cose si cambiano con l’impegno quotidiano affinché venga fuori la normalità. Se sarebbe stato giusto fermarsi? Bisogna fare qualcosa di differente. Ci dispiace per Koulibaly e siamo con lui così come siamo vicini a chi viene preso di mira durante le partite. Poi bisogna comportarsi meglio per essere persone di sport. Ci dispiace non poter giocare al nostro pubblico ma se è il premio per poter vincere questa battaglia lo facciamo volentieri. Lo accettiamo. Vogliamo vivere le partite in maniera diversa come fanno in molti paesi”. Sulla partita. “Nainggolan torna a disposizione. Lo sto vedendo bene in allenamento. L’Empoli negli ultimi 25 anni è diventata la culla del calcio grazie alle persone competenti che ci lavorano. Hanno valorizzato molti giovani che hanno trovato la massima espressione. Ad Empoli torno molto volentieri perché ho famiglia ed amici. Giocare contro di loro se non si sfruttano le nostre qualità diventa complicato perché affronteremo una squadra che ha qualità individuali e collettive. Iachini l’ho avuto come calciatore e da allenatore trasmette ai suoi giocatori quella ‘garra’ che aveva anche quando giocava, quel volere non dartela mai vinta. Bisogna essere bravi a mettere in campo tutte le nostre qualità. Inoltre veniamo da una serata in cui una persona ha perso la vita, siamo vicini alla famiglia del tifoso, ma questi episodi rimangono un po’ addosso ai ragazzi”.

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