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Premier. Il Liverpool si riprende la vetta. Desolante United, Mourinho ai saluti

Simone Dell’Uomo

Un protagonista assoluto, Xherdan Shaqiri. Klopp azzecca il cambio e batte 3-1 il Manchester United grazie alla decisiva doppietta del funambolo svizzero. Un trionfo assoluto, ma sarebbe troppo definire il derby d’Inghilterra come una vera a propria lezione di calcio. Klopp ha infatti distrutto soltanto la versione peggiore della storia pluriennale del Man United, ha passeggiato sui cadaveri. Stavolta nemmeno una sterile difesa ad oltranza ha potuto salvare Mourinho: 90 minuti dietro la linea del pallone, risultato? Zero punti. Ferguson sbarcava sulle rive del Mersey per giocarsela a viso aperto e scrivere pagine importanti dei diavoli rossi. Oggi dalla tribuna non ha potuto far altro che osservare undici cadaveri distrutti dai rivali di sempre. Sostanziali novità in settimana, Mourinho adesso rischia, eccome. Il suo spettacolo desolante ha fatto il giro del mondo, squadra alla deriva, la dirigenza probabilmente prenderà provvedimenti: lontanissimo dalle prime 5 e già eliminato dalla Coppa di Lega, adesso sembra davvero giunta al termine la sua disastrosa missione all’Old Trafford. Dal punto di vista tecnico la partita ha detto ciò che doveva dire, pronostici assolutamente rispettati. Partono forte i Reds. Fraseggio stretto, basso, idee chiare e voglia di far male con guizzi ed imprevedibilità del solito tridente offensivo composto da Salah, Manè e Firmino. Roberto svaria per tutto il fronte d’attacco e palleggia coi centrocampisti, le altre due frecce tagliano verso il centro partendo dalle corsie esterne che spesso e volentieri si alternano. Mou propone lo stessa difesa a 3 con cui Di Francesco si presentò ad Anfield l’anno scorso, e puntualmente ottiene gli stessi risultati. Fabinho pesca Manè, sale malissimo la difesa a 5 United, gran controllo e sinistro perfetto: Liverpool in vantaggio, strameritatamente. Mourinho teme l’imbarcata, ma proprio nel momento migliore dei Reds, in cui l’inerzia suggerirebbe 2-0, arriva una doccia freddissima che gela Anfield: primo vero affondo United, cross basso e velenoso di Lukaku, Alisson non trattiene e Jesse Lingard timbra ancora nelle grandi occasioni ed ammutolisce la curva rossa. Un’oasi del deserto per Jose, che serra i ranghi e arriva all’intervallo in parità. Nella ripresa l’ingresso di Fellaini per Dalot: Jose passa al rombo, ma l’impronta non cambia. Dominio Liverpool, Mourinho col bus parcheggiato. Klopp costretto a veder i suoi alzare il pallone, non la caratteristica migliore del proprio undici. A metà ripresa inserisce Shaqiri per un centrocampista e diventano 4 i batteristi offensivi. Mole offensiva senza freni e la scelta ripaga: affonda Manè che salta Herrera, pallone deviato fuori dai blocchi United, destro secco di Shaqiri che bacia la traversa e batte De Gea. Risultato strameritato. Mai più scelta fu azzeccata perchè a 10 minuti dalla fine proprio lo Shaqiri raccoglie un pallone dai 20 metri e lo scarica in fondo al sacco sfruttando la beffarda deviazione di Bailly che batte inesorabilmente per la terza volta De Gea. La doppietta del funambolo svizzero chiude definitivamente la partita, il resto è pura accademia. Le telecamere indugiano sull’ex Special One, ex, veramente ex. Ha rotto con tutti, con tutto l’ambiente. Il suo United è un macabro spettacolo desolante. Pogba lasciato al freddo e al gelo, 90 minuti completi in panchina. Dall’altra parte euforia allo stato puro, meriti di Jurgen Klopp. Un Klopp che azzecca il cambio, distrugge la desolante pochezza di Mourinho e controsorpassa il Manchester City. La corsa al titolo si infiamma sempre di più, una corsa da vivere intensamente durante le festività natalizie.

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