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Europa League. Il retrocesso Napoli può sognare: occhio al Chelsea dell’ex Sarri e al temibile Arsenal

Simone Dell’Uomo

Tre giorni di coppe europee difficilissimi da digerire per le italiane. Roma. Juve e Lazio già qualificate, ma sono comunque inesorabilmente arrivate tre sconfitte. Ancora peggio per Inter e Napoli, sconfitte anche loro e retrocesse in Europa League. Per i paradossi della legge di Murphy, se qualcosa può andar peggio, andrà ancora peggio. E così è salito in cattedra il Milan, colpito e affondato nella battaglia spartana del Pireo, eliminato quindi alla fase ai gironi d’Europa League. In base ai risultati dell’ultimo turno, accedono dunque ai sedicesimi dell’ex Coppa Uefa soltanto Lazio, Inter e Napoli. Quanto queste tre italiane punteranno ad arrivare fino in fondo sarà tutto da scoprire: la Lazio vuole fortemente quel quarto posto sfumato l’anno scorso, l’Inter vorrà fortificare la terza posizione in campionato, il Napoli forse, se sarà ampiamente distante dalla Juventus, sarà l’unica in grado di sognare. Anche perchè l’Europa League rappresenta l’unica competizione che ancora manca alla straordinaria e immensa bacheca di Carletto Ancelotti. Una cosa è certa: le italiane affronteranno squadre forti, alcune molto forti. Soprattutto, in paesi come Spagna o Portogallo, sono abituati a vivere l’Europa League come fosse costantemente una finale di Champions. Da quelle parti significa molto, come dimostrano i recenti successi di Porto, Siviglia e Atletico, successi che hanno contribuito a render prestigiosa la bacheca trofei di questi club. Ecco, se anche in Italia fossimo in grado di interpretare questa competizione così regalandole il lustro che merita, il calcio italiano crescerebbe tantissimo. Critica da rivolgere anche alle stesse compagini inglesi, che per tradizione non hanno mai apprezzato la seconda massima competizione proposta dai vertici del vecchio Continente. Chelsea e Arsenal hanno strappato il passaggio ai sedicesimi: i Blues di Sarri hanno stravinto il proprio agevolissimo raggruppamento, chiudendo a 16 punti davanti al Bate Borisov. Bene anche i Gunners del professor Emery, che sa eccome come alzare al cielo questa coppa, avendola conquistata ben tre volte nel corso del suo prolifico ciclo pluriennale di Siviglia. I biancorossi hanno rispettato i pronostici, chiudendo davanti allo Sporting e regolando facilmente Vorskla e Qarabag. Bene, anzi benissimo, anche le tedesche: Leverkusen primo davanti allo Zurigo, così come lo stesso Francoforte straordinario a vincere a punteggio pieno un girone comprendente Lazio e Marsiglia. Se Inzaghi ha comunque trovato il modo di arrangiarsi e conquistare il secondo posto, Garcia è crollato chiudendo all’ultimo posto con un solo punticino e ben 5 sconfitte, chiudendo persino dietro ai ciprioti del Limassol. Emozioni fino alla fine in tanti gruppi, tra cui il B, dove il Celtic malgrado la sconfitta contro il solito carrarmato Salisburgo è riuscito a strappare qualificazione e secondo posto perchè il Rosenborg ha fermato il Lipsia in Germania. Sorprese e gol a grappoli anche nel girone I, vinto dal Genk che chiude davanti al Malmo, a cui va il merito di aver eliminato contro ogni pronostico il ben più quotato Besiktas. Assoluta protagonista ancora l’immortale Siviglia, prima nel girone J davanti al Krasnodar. In Spagna un’altra storica compagine della competizione rispetta le attese e vince il girone G: parliamo del Villarreal, che chiude in testa col sorprendente Rapid Vienna, sorprendente perchè formazione in grado di silurare sia Rangers che Spartak Mosca. Bene lo Zenit, che chiude al primo posto del gruppo C davanti allo Slavia: a casa il Bordeaux. Nel D grandi performance della Dinamo Zagabria, che chiude in testa davanti al Fenerbahce totalizzando ben 14 punti. Delusione Anderlecht, ultimo con sole tre lunghezze all’attivo. Nel gruppo del Milan grande rimonta del Betis, che nonostante il pareggio sul campo del Dudelange conquista qualificazione e primo posto davanti all’Olympiakos. In chiusura bene la Dinamo di Kiev nel gruppo K, un gruppo chiuso al primo posto dalla storica istituzione ucraina: 11 punti e primato solitario davanti al Rennes. Come avrete ben potuto osservare, tutti nomi forti, tutte compagini storiche, che appunto storicamente regalano lustro e fascino all’ex Coppa Uefa. Naturalmente le prime classificate giocheranno il ritorno in casa; le seconde giocheranno sì in casa all’andata, ma saranno costrette a cercare l’impresa lontano dalle proprie mura amiche. 24 squadre provenienti dai 12 gironi autunnali più le 8 retrocesse dalla Champions League: Napoli, Inter, Valencia e Benfica prestigiose teste di serie, mentre Shakhtar, Galatasaray, Brugge e Plzen nell’urna delle seconde. Saranno emozioni e gol a grappoli. Lunedì il sorteggio all’ora di pranzo: i sedicesimi l’ultima scrematura, dagli ottavi in poi si comincia davvero a fare sul serio.

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