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Clamoroso Milan: perde ad Atene ed è fuori dall’Europa League

13Simone Dell’Uomo

Dolorosamente, amaramente, inesorabilmente. Il Milan saluta l’Europa League e chiude la campagna europea 2018/19. Decisivo il 3-1 con cui l’Olympiakos Pireo fa valere il fattore campo e conquista l’accesso ai sedicesimi di finale. Peccato, peccato perchè in virtù del 3-1 dell’andata con cui i rossoneri conquistarono la momentanea testa del girone sembrava un gioco da ragazzi portare a termine la missione. Invece lo stesso punteggio, stavolta in favore della formazione ellenica, condanna Gattuso e i suoi ragazzi. Tante tante colpe, su tutti quella di aver perso in casa col Betis, ma è sempre doloroso e sfortunato abbandonare una competizione per differenza reti. Già, perchè è proprio la differenza reti a condannare il popolo milanista: +5 per i greci, +3 per Higuain e compagni. Partita lenta, faticosa, spettacolo che stenta a decollare nel primo tempo. Gattuso senza Suso, mi si perdoni il gioco di parole: infortunio più preoccupante del previsto, meglio non rischiare, vista l’esondante infermeria di Milanello. Al suo posto Castillejo, risolto quindi il ballottaggio con lo spagnolo a destra e Calhanoglu a sinistra. Il Milan regge tatticamente la temibile onda d’urto dei padroni di casa, che conducono sì la partita, ma senza particolari fiammate. Nella ripresa cambia tutto: l’Olympiakos entra in campo con un altro piglio, perchè il tempo non è dalla sua padre e ci sono due gol da rimontare. Col 2-0, il vero e proprio obiettivo ellenico, passano i greci, che si adoperano per costruire la rimonta. Diverse palle gol da una parte e dall’altra, perchè anche il Milan vuole chiudere il discorso senza rischiare particolarmente. Molto attivo Fetfatzidis, ex conoscenza del calcio genoano, abile a rientrare velenosamente dalla destra col suo tagliende mancino. Calhanoglu continua a non graffiare, ma a dispetto della buona la prova di Kessiè e Bakayoko, sempre dinamici per accompagnare le due fasi. Si capisce che può sbloccarsi la partita da un momento all’altro: il Milan può chiudere il discorso, l’Olimpiakos può riaprire tutto. Segnano i greci, che sfruttano una dormita rossonera sugli sviluppi di un corner: la zuccata vincente è di Cissè, bel mediano, quello che raccoglierà le redini del partente Yaya Tourè. Cutrone sfiora il pareggio e sul ribaltamento di fronte l’Olympiakos rischia di raddoppiare, ma Zapata e Reina salvano l’impossibile. Il Milan scricchiola, divorato dalla bolgia greca, e capitola su un tiro dell’ex Udinese Guilherme, fortuitamente deviato da Zapata: la palla si impenna, carambola letale e Reina inesorabilmente battuto. Esplode il Kariskakis Stadium ma il Milan tira fuori gli artigli e proprio sugli sviluppi di un corner Zapata conquista la rivincita personale e trova immediatamente il gol del riscatto: è 2-1, qualificazione ancora ribaltata, stavolta passerebbero i rossoneri. Il condizionale è d’obbligo, però. Perchè a 10 minuti dalla fine il direttore di gara Bastien regala un calcio di rigore all’Olimpiakos per una trattenuta troppo affettuosa di Abate ai danni di un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano, Vasilis Torosidis, ex Roma. Fortounis spiazza Reina e spedisce in paradiso gli spartani. Higuain prova a caricarsi la squadra sulle spalle, perchè Cutrone, nonostante i notevoli miglioramenti lontano dalla porta, non riesce a graffiare. Ultimi assalti rossoneri, sale anche Reina, ma resta un tutto per tutto fine a se stesso. Triplice fischio del protagonista Bastien, esplode il Kariskakis: Olympiakos ai sedicesimi, Milan eliminato per differenza reti. Una settimana devastante per le italiane in Europa, nonostante grandi premesse: Milan, Inter e Napoli abbandonano le rispettive competizioni europee per differenza reti o per scontri diretti. Come direbbero vecchi saggi, ogni cosa avviene per una ragione. E se la ragione fosse il quarto posto? Non sarebbe così dolorosa, un giorno Ringhio potrebbe sorridere, eccome. Resta comunque il rimpianto, i ricordi di una notte dolorosa, in una delle città più significative della storia rossonera: proprio ad Atene capitan Maldini sollevò al cielo l’ultima Coppa dei Campioni milanista. Adesso testa al campionato, al quarto posto. Una partita a settimana fino al termine della stagione, soltanto una. E per una squadra che vanta amaramente così tanti infortunati potrebbe non essere una cattiva notizia. Non tutti i mali vengono per nuocere. Questa sconfitta brucia e brucerà, ma farà crescere il nuovo giovane Milan, eccome.

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