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Champions. La Roma spreca, il Real no: il Madrid passa all’Olimpico e blinda il primo posto. Giallorossi qualificati agli ottavi

Massimo Ciccognani

Ci sarà un motivo se la Champions è Casa Blanca. Non si vincono tredici Champions, quattro negli ultimi cinque anni per caso. Crisi o non crisi del dopo Cristiano Ronaldo, il Real è troppa classe e fantasia al potere. Chiedere alla Roma che gioca meglio degli appisolati campioni in carica per tutto il primo tempo, sfiora in almeno tre occasioni il vantaggio per poi a inizio ripresa subire il ritorno del Real che, è vero, approfitta di una leggerezza di Fazio per sbloccarla, ma che da quel momento in poi la domina con la forza dei nervi distesi. Finisce 2-0 per il Madrid che vola solitario in testa al girone. Qualificata anche la Roma con un turno di anticipo, senza aspettare il match di Plzen, visto che propri i ragazzi cechi hanno domato in trasferta il Cska Mosca (2-1 in rimonta) e regalato a Roma e Real la qualificazione agli ottavi ancor prima di scendere in campo. Dove si è giocato esclusivamente per il primato. E questo se lo è preso il Madrid con un atto di forza.

Prima del match emozioni a pelo d’erba con Francesco Totti che da stasera è entrato ufficialmente nella Hall of the Fame della Roma, alla presenza, tra gli altri, di Bruno Conti, Falcao, Giannini. Ed è stato un amarcord di emozioni, rivissute attraverso il megaschermo dell’Olimpico che ha ripercorso in breve la lunghissima e straordinaria storia giallorossa di Francesco Totti accolto con un boato da tutto l’Olimpico.

E’ partita vera all’Olimpico e in campo un’altra Roma rispetto a quella sbiadita di Udine. Olsen tra i pali, difesa a quattro con Florenzi, il rientrante Manolas e Fazio centrali, Kolarov esterno a sinistra. In mezzo confermati Nzonzi e Cristante. Dzeko non ce la fa e prima linea affida a Schick con El Shaarawy e Under alle sue spalle a lavorare sugli esterni, mentre la novità è Zaniolo che prende il posto dell’infortunato Pellegrini. Il Real di Solari con il classico 4-3-3. Tra i pali c’è Courtois, Carvajal, Ramos, Varane e Marcelo sulla linea di difesa, Modric, Kroos e Llorente (Casemiro è out) in mediana, mentre tridente offensivo composto da Bale, Lucas Vazquez e Karim Benzema. Parte meglio la Roma che fa densità nella metà campo avversaria, ma il francese Turpin ignora un mani di Vazquez su percussione dalla sinistra di Kolarov. Non c’è il Var, per il momento, e quindi niente rigore. Il Real non graffia, prova il giro palla, spezzato sempre dal pressing giallorosso. La partita di El Shaarawy dura poco, riserntimento muscolare e subito fuori, dentro Kluivert che ha subito la palla buona ma sparacchia malamente fuori. Al Real, che ha vinto lo scontro diretto dell’andata, va bene il pari per blindare il primo posto, ma la Roma ci prova, eccome. Florenzi mette il bavaglio a Bale, Under sulla stessa corsia, fa impazzire Marcelo. Gioca bene la Roma, in mezzo Cristante ingaggia un bel duello con Kroos, Modric predica nel deserto perché anche davanti Benzema non tocca palla, sempre anticipato dai centrali giallorossi. Il Real si affida al solo controgioco, ma subisce l’iniziativa incessante della Roma. Florenzi anticipa Bale, si fa tutto il campo e serve a rimorchio Under: si immola Sergio Ramos, palla in angolo. Bella partita, non scontata. La Roma insiste, l’Olimpico spinge al pari dei giallorossi e anche Kolarov, alle parole fa seguire i fatti con una prestazione sanguigna. Under gioca a tutto campo, non regala punti di riferimento. Manolas, la cui assenza si è sentita eccome, ha sui piedi la palla del possibile vantaggio, ma sull’angolo tagliato di Under, provvidenziale l’intervento di Varane. Insiste la Roma, destro sotto misura di Schick, salva Courtois, poi Kolarov da fuori non trova la porta per un nulla. Solo verso la parte discendente del tempo prova a farsi vedere il Madrid con una saetta da fuori di Modric, alta. Due di recupero e la Roma crea la più ghiotta palla dal primo tempo. Zaniolo va sul fondo, la mette in metto tagliando in due la difesa del Real. Arriva a rimorchio Under, Courtois è fuori gioco, e a un nulla dalla porta spalancata, il turco la incolla male e spedisce in Sud. Zero a zero all’intervallo, ma tanta Roma. Ma ancora… mai dire gol.

Lo dice invece il Real dopo appena due giri di lancette della ripresa. Scellerato retropassaggio di Fazio di testa per Olsen, c’è in agguato Bale che è in posizione regolare e gela l’Olimpico: 1-0 Real. Si scuote immediatamente la Roma, Zaniolo viene murato sul più bello da Carvajal, ma è il Real con un micidiale controgioco a sfiorare il raddoppio. Marcelo apre al bacio per Bale, si immola Olsen e salva tutto. Adesso è un’altra partita, con il Real che, forte del vantaggio, gioca sul velluto. Courtois a terra su Kluivert per il risveglio Roma, ma è un fuoco di paglia perché il Real la chiude dopo appena quindici minuti. Assist di Bale per Benzema che in area fa da ponte e piazza l’assist per Vazquez che a porta vuota mette dentro: 2-0 Madrid. Sorride e scuote i pugni Solari. Non se la passa bene e questo match dell’Olimpico non può che tranquillizzarlo. La Roma si allunga, riparte ma con idee confuse, tutto facile per il Madrid che controlla e riparte. E rischia di fare ancora male. La classe dei campioni che stanno stringere i denti e soffrire e uscire fuori al momento giusto. Non a caso la Champions è Casa Blanca, anche senza Cristiano Ronaldo. Bale, Benzema, Modric, Kroos, Ramos, Varane, Marcelo, Carvajal, sono campioni inossidabili, magari con la pancia piena ma pur sempre campioni cui basta poco per cambiare il corso di un’anima partita. Dominati sul piano del gioco e delle occasioni nel primo tempo, hanno saputo sfruttare e capitalizzare il “regalino” di Fazio per mettere la testa avanti e poi hanno fatto quello che è nelle loro corde. Giro palla, verticalizzazioni improvvise. Roma in affanno, fuori Nzonzi, tra i fischi, dentro il baby Coric. Adesso c’è solo il Real e si sentono i tifosi merengues. “Como no te voy a querer”, cantano dallo spicchio della Nord, perché è quello il loro inno, sempre, anche quando le cose non vanno propriamente bene. Esce Zaniolo, tra gli applausi, si rivede Karsdorp. La Roma continua a sbagliare, tanto, e per il Real tenere sotto controllo il match è gioco da ragazzi. C’è spazio anche per Asensio e Mariano Diaz nel Real al posto di Bale e Modrid. E solo accademia fino alla fine, con la Roma che ci prova ancora, ma il Real controlla senza affanni e al triplice di Turpin, torna a sorridere dopo le ultime sventure in Liga. Real primo, Roma matematicamente seconda agli ottavi. Ci hanno provato i giallorossi che potevano far male nel primo tempo, sbagliando clamorosamente davanti a Courtois ma anche con la complicità di Turpin che in avvio non ha visto un rigore su Kolarov che poteva cambiare il corso della serata. E alla fine, la maestria, il cinismo, l’abitudine a certe notti, ha detto Real. Buonanotte da Roma.

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