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Di Francesco alla Roma: “Serve carattere. Col Frosinone troveremo le risposte che cerchiamo”

Sembra siano passati anni, ma la Roma che ha ribaltato il Barcellona è che ha sfiorato la finale di Champions League spaventando il Liverpool, risale ad appena qualche mese fa. Sono partiti giocatori importanti, ne sono arrivati altri che devono ancora dimostrare il loro potenziale, ma non si può spiegare così la differenza tra la squadra che guida oggi Eusebio Di Francesco e quella che lo scorso maggio faceva sognare i tifosi. Per il tecnico giallorosso si parla di fiducia a tempo, di panchina a rischio, ma lui è convinto che la Roma saprà voltare pagina e riprendersi e che domani, contro il Frosinone “troveremo le risposte che cerchiamo. Siamo reduci da un ritiro voluto dalla società e da me per esaminare insieme alcune cose e le difficoltà che stiamo incontrando. Domani ci aspetta una partita simile a quella di Bologna, visto che affrontiamo una squadra che, come dicono i dati, i numeri e anche i rispettivi atteggiamenti tattici, non è molto differente da quella di Inzaghi. Però giochiamo in casa e saremo obbligati, visto anche il momento, a portare a casa i tre punti”. E già il momento e la sconfitta di Bologna che ha lasciato “disgustato” il presidente Pallotta.
“Mi sarei preoccupato se fosse stato felice più che disgustato, non c’è bisogno di sentire la fiducia di nessuno in questo momento”, ha tagliato corto Di Francesco rispondendo a chi gli ha chiesto un commento sulle parole del patron e sulla fiducia di un club che, tra l’altro, è nel mirino dei tifosi per le cessioni eccellenti e in generale per il mercato. “Parlare adesso di questo è un errore, noi dobbiamo pensare solo a lavorare e valorizzare al meglio questa rosa – dice Di Francesco -, cosa che al momento non ci sta riuscendo, ma siamo solo alla 5^ giornata e possiamo dimostrare che siamo in grado di fare molto meglio di quello che stiamo facendo, ma le risposte le dovremo dare sul campo e in questo momento non do giudizi sul mercato”. Si ha l’impressione di vedere un certo nervosismo all’interno della squadra. “Penso sia normale quando le cose non vanno bene, siamo stati in ritiro anche per cercare di capire cosa non va. Il concetto è uno: io ho bisogno dei giocatori e loro di me, siamo tutti consapevoli che non stiamo facendo bene, ma anche che possiamo risalire la china. Quando le prestazioni tecniche o fisiche non riescono, bisogna fare qualcosa in più a livello caratteriale. A Bologna l’approccio era stato buono, ma al primo tiro abbiamo preso gol e la squadra si è disunita, dobbiamo ritrovarci e, da uomini, tirare fuori quello che abbiamo, ma questo non vuol dire che chi non giocherà con il Frosinone non lo considererò tale”. Di Francesco è convinto che il “lavoro porterà i frutti” e sui presunti litigi tra i suoi giocatori dice: “Ho fatto il calciatore, so come vanno certe cose e vi dico: magari litigassero anche di più, significherebbe avere voglia di andarsi
a prendere delle responsabilità, voglia di appartenenza che è anche amor proprio e del proprio lavoro. Sono convinto che lo tireremo fuori, siamo in tempo per fare tutto. Dobbiamo metterci tutti in discussione, ma c’è la voglia di rispondere ed è arrivato il momento di dare il meglio. In passato ho detto che se avessi visto la squadra non seguire quello che faccio, sarei stato pronto a farmi da parte. Ma questa sensazione non ce l’ho, anzi, credo sia tutto il contrario. Non dovete dire – sottolinea Di Francesco rivolegendosi ai giornalisti – cose che non esistono, come la lite tra Florenzi e Dzeko, non c’è stata nessuna lite, possono essere discussioni su come dare o avere la palla, le stesse che si hanno quando si gioca a calcetto”. Di Francesco si sofferma anche su alcuni singoli, a cominciare da Dzeko che domani potrebbe partire dalla panchina. “Ci sono tante partite alle porte, giocherà lui o Schick, sabato abbiamo il derby alle 15, poi ci sarà la Champions, valuterò tutto considerando che Edin ha giocato tanto anche in nazionale”.  Non trova più spazio Karsdorp per “motivi principalmente tecnici, ma poi a questo si legano tante cose, non c’è stata nessuna lite tra di noi, ho tre terzini e in base a quello che vedo scelgo. Deve lavorare bene e meglio per riconquistare lo spazio”. Detto che “Kluivert è un’ala, un esterno offensivo che può giocare su entrame le fasce”, Di Francesco assicura: “Cerco di non mettere mai i miei giocatori in difficoltà, ma semmai di coprire delle carenze che possiamo avere. Il ruolo di Pastore? Cercheremo di trovargli la collocazione migliore, è un giocatore offensivo che può essere utilizzato da mezzala o da trequartrista, il ruolo che magari predilige, cercheremo di aiutarlo, io non voglio mettere in difficoltà nessuno. Perotti? Domani non ci sarà, ha un problema al flessore, cercheremo di averlo a disposizione contro l’Empoli”. Di Francesco torna anche sul gol del 2-0 incassato a Bologna. “Una questine di posizionamento errato, eravamo messi male nella fase preventiva dell’azione, quando si difende bisogna farlo con maggiore veemenza. Santander è combattivo, è il giocatore che ha fatto più scatti e con maggiore grinta, noi abbiamo avuto una carenza da questo punto di vista. Serve determinazione e una migliore interpretazione in certe situazioni”.

Dal canto suo Longo, tecnico del Frosinone, riparte dalla prova con la Juve. “Il modo migliore per affrontare la Roma sarà quello di riuscire a ritrovare le motivazioni a distanza di tre giorni dalla partita con la Juventus. Abbiamo speso molto per fare quel tipo di prestazione e adesso abbiamo bisogno di ripeterla contro i giallorossi perché sappiamo che potrà fare la differenza come atteggiamento. Sull’impianto tattico si fanno sempre delle scelte ma poi sarà il campo che ti potrà dire cosa è stato meglio e cosa è stato peggio. Si potrà decidere di andare ad aggredire la Roma, però è anche vero che concedere le ripartenze a giocatori come Under e El Shaarawy potrà essere un’arma a doppio taglio. Allo stesso tempo se aspetteremo la Roma gli faremo prendere fiducia. Noi dovremo scendere in campo con uno spirito gagliardo, poi vedremo quello che la Roma ci permetterà di fare”.

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