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Inghilterra per riscrivere la storia, Svezia per continuare a sognare

Simone Dell’Uomo

C’è una frase, un coro, un inno che riecheggia nelle vie di Londra, Manchester, Liverpool. “It’s coming home”, sta tornando a casa, la Coppa, la Coppa più prestigiosa, la Coppa del Mondo. I ragazzi di Southgate hanno distrutto critiche e scetticismo, sono tornati a far sognare una nazione. Nei bar, nei locali, nei pub, persino in ufficio non si parla d’altro. L’Inghilterra sta sognando ad occhi aperti, merito di un allenatore alle prime armi, merito soprattutto di un gruppo giovane, affamato, forse inesperto, ma determinato, unito, compatto. Il gruppo dei 3 Leoni, lontano parente della più blasonata Golden Generation dei Lampard, Gerrard e Terry, il gruppo delle nuove leve, il gruppo del nuovo ciclo, una nuova era che ha regalato speranza e unità al popolo britannico. Non sarà certamente un’Inghilterra entusiasmante: come abbiamo detto spesso e volentieri attraverso le nostre righe si sente l’assenza di un numero 10 puro, di un trequartista, di un playmaker in grado di illuminare la manovra. Ma questa squadra non molla mai e lascia il suo popolo incollato al teleschermo. Kane e Pickford hanno rotto l’incatesimo, annientando e distruggendo la maledizione dei rigori, una lotteria che negli ultimi 30 anni aveva sempre regalato lacrime amare. Per questo battere la Colombia in quel modo lì è stato meglio di vincere 3-0: ha compattato tutti, ha regalato una carica energica straordinaria, una dose di fiducia impressionante. Per questo i 3 Leoni non possono fermarsi proprio ora, sul più bello, ora che stanno trascinando una Nazione, ora che “It’s coming home” risuona nei vicoli di Newcastle, Londra, Leeds. Domani alle 16 a Sochi  la Nazionale inglese tornerà in campo per affrontare i quarti di finale. Li affronterà da assoluta favorita, contro una Svezia che malgrado il sorprendente Mondiale sa che deve combattere contro i Bookmakers. Sarà un avversario tosto, difficile da scardinare, ma quest’Inghilterra ha tutto per compiere l’ultimo passo decisivo. Ormai ci siamo, siamo arrivati: in palio le semifinali, in palio una medaglia. Tornare tra le prime 4 del Mondo sarebbe un traguardo estremamente prestigioso, portare a casa una medaglia ancor di più. Il segnale perfetto lanciato al Pianeta Terra: i Leoni sono tornati, e la nuova generazione sarà protagonista dei prossimi anni. Southgate sa perfettamente che sono vietati cali di concentrazione, la trappola potrebbe essere dietro l’angolo. Una trappola svedese, una trappola di una Nazionale che sta scrivendo senza Ibrahimovic una delle favole più belle degli ultimi anni. Il capolavoro del ct Andersson, che ha dimostrato attributi e carattere a lasciare a casa il suo numero 10, conquistando la stima di tutto il gruppo. Ha eliminato l’Olanda, ha distrutto i disastri di Ventura attraverso un’eroica resistenza a San Siro sotto gli occhi di tutto il Pianeta, ha rifilato 3 gol al Messico, ha eliminato Germania e Svizzera. Tutto questo attraverso un 4-4-2 collaudato, semplice, compatto. Questa squadra segna poco, ma subisce pochissimo. Domani Andersson recupererà Sebastian Larsson, un centrocampista che conosce eccome il calcio inglese, basti pensare agli anni di Birmingham e Sunderland; in difesa assente Lustig per squalifica, spazio al bolognese Krafth. Davanti super Toivonen a sopperire alle lacune di Berg, l’unico protagonista forse negativo del mondiale scandinavo. Dall’altra parte starting line confermatissima per Southgate. Si riparte dal 3-5-2 delle nuove leve: davanti a Pickford difesa a 3 composta da Walker Stones e Maguire, assolute rivelazioni russe. A centrocampo Henderson a lanciare gli inserimenti di Lingard e Alli, che ancora deve dimostrare al mondo le sue qualità. Sugli esterni l’esperienza di Young e Trippier. Davanti Sterling favorito su Rashford per affiancare Kane. Sarà una partita tosta, tesa, combattuta, sarà una battaglia. Ore 16, Samara Arena, lo scenario perfetto per continuare a scrivere storia e sognare una medaglia.

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