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Inghilterra ai quarti, rigori fatali per la Colombia: decisivo l’errore di Bacca

dall’inviato Massimo Ciccognani

MOSCA E l’ultimo, chiuda la porta. L’ultimo posto per i quarti se lo prende l’Inghilterra che batte la Colombia, ma solo ai calci di rigore. Quel tabù sfatato dopo ventotto anni, iniziato a Italia 90, proseguito con gli Europei casalinghi del ’96 e al mondiale ’98 in Francia, poi Portogallo 2004, Germania 2006 e infine Polonia-Ucraina europeo del 2012. Sempre fuori ai rigori. Stavolta no. Uno a uno nei regolamentari (Kane e Mina) poi gli errori dal dischetto dei colombiani Uribe e Bacca. Non sbaglia invece Dier che calcia l’ultimo e porta gli inglesi ai quarti dove sfideranno la Svezia. Un traguardo che mancava da dodici anni, dai mondiali tedeschi poi vinti dall’Italia. Nella Colombia non c’è James Rodriguez ed è una perdita fondamentale per i sudamericani. Finisce addirittura in tribuna dopo l’infortunio subito nel turno precedente. Davanti Falcao e Cuadrado supportati da Quintero. Inghilterra invece in campo con tutti i titolari risparmiati contro il Belgio e che affida le sue certezze ad Harry Kane. La fisicità degli inglesi, il gran palleggio e la velocità di esecuzione dei colombiani. E si comincia e si capisce da subito che sarà l’Inghilterra a fare la partita. Possesso prolungato, gran palleggio, squadra che prova subito ad affondare, Colombia in stato di attesa per provare ripartenze che potrebbero essere fatali. Gli inglesi sanno bene che non è la partita per andare a mille e tengono volontariamente i ritmi bassi. Lingard ci mette l’anima, non c’è palla che non passi per i suoi piedi, ma stasera non è brillantissimo. Alli c’è, Tripper è tra i migliori e Young, si limita al compitino,  provano a spingere ma senza un’idea tattica precisa, Kane lavora di sacrificio, si abbassa per recuperare palloni, Sterling l’unico che abbia provato a spezzare la monotonia di una gara piatta. Colombia che agisce di rimessa. Cuadrado ci prova con le sue percussioni, gioca con la solita generosità ma non trova mai il modo di imporsi.  Falcao cerca di sfruttare la profondità, ma gli spazi sono chiusi e sono troppo poche le palle giocabili. Si averte l’assenza di James Rodriguez, l’unica capace nella Colombia di cambiare ritmo alla gara. Tecnicamente è un primo tempo povero, illuminato da qualche guizzo dei singoli. Occasioni per Lingard, una rasoiata da fuori di Kane e poi Sterling per gli inglesi, nulla per la Colombia. Troppo tatticismo, a tratti esasperato, tensione palpabile, tanti errori e spettacolo pari allo zero. Non cambia la musica nella ripresa, ritmi sempre bassi, c’è bisogno di un guizzo. Brivido davanti la porta di Ospina, Maguire incorna di giustezza sulla punizione di Young, salva d’anticipo Sanchez. Ma Sanchez è anche ingenuo perché sull’angolo butta giù vistosamente Kane, Geiger non ha dubbi e indica il dischetto. Dagli undici metri Kane, Ospita spiazzato, Inghilterra avanti. E’ il sesto gol mondiale dell’uragano del Tottenham. Alli si divora il raddoppio incornando sopra la traversa. Colombia in affanno, saltano anche i nervi e i gialli fioccano. Bella giocata Young-Sterling, ma in area non c’è nessuno pronto a raccogliere l’invito. Colombia ingabbiata, incapace di reagire. Sterling se ne va in controgioco e la mette per Lingard che cade in area dopo un contatto con Sanchez, sempre lui, ma l’americano Geiger, non impeccabile, lascia correre. Tanti cambi, da una parte e dall’altra per mettere forze fresche in un finale che si preannuncia all’arma bianca. Walker la combina grossa, Bacca apre per Falcao che libera al tiro Cuadrado che spara altissimo. L’Inghilterra si copre, Colombia che gioca il tutto per tutto, finale d’assalto dei colombiani. Soazio anche per Muriel nella Colombia e Vardy nell’Inghilterra quando alla fine mancano una manciata di minuti. E’ il forcing colombiano nei cinque di recupero. Inglesi adesso schiacciati, Uribe ci prova dalla distanza, Pickford ci arriva e spedisce in angolo. E’ il preludio al pari: lo firma Mina, il difensore del Barcellona,  che sale sotto le porte del paradiso per incornare alle spalle di Pickford che tocca la palla ma non abbastanza per impedire di entrare in rete: 1-1 al 93esimo e supplementari. Il gol allo scadere mina le certezze inglesi con i colombiani che adesso spingono e ci credono. Una partita che perde però di contenuti tecnici, ne ha comunque avuti pochi, per accrescere quelli agonistici. Si gioca sul filo dei nervi, ci prova due volte Vardy, Roose sul fronte opposto illude, ma il suo sinistro incrociato accarezza il secondo palo. Dentro Rashford per Walker negli ultimi sette minuti  con Dier arretrato in difesa. Squadra sbilanciata, l’Inghilterra vuole vincere. Proprio Dier ha la grande occasione, ma il jolly del Tottenham mette alto di testa. Che finale allo Spartak, ma cambia nulla. Si va allo lotteria dei calci di rigore, e la spuntano gli inglesi. Colombiani a segno con Falcao, Cuadrado, Muriel, decisivi gli errori di Uribe (traversa) e Bacca, parato. Un solo errore per gli inglesi con Henderson, poi le trasformazioni di Kane, Rashford, Tripper e per ultimo Dier che regala all’Inghilterra il quarto contro la Svezia. E sarà un’altra partita spettacolo. Per niente scritta, come non lo è stata nessuna gara di questo mondiale, incerto, equilibrato. E forse proprio per questo più bello.

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