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Iniesta dice addio alla Nazionale: “Peccato, non era il finale che avevo sognato”

dall’inviato Massimo Ciccognani

MOSCA Un finale inatteso, con la Spagna eliminata agli ottavi. Chi l’avrebbe detto. E con la Spagna si chiude malinconicamente la straordinaria storia con la Roja di don Andres Iniesta. Centotrentadue partite giocate con la maglia della Nazionale spagnola, una storia scritta a epelo d’erba, condida dalla vittoria del Mondiale del 2010 in Sudafrica e dagli Europei del 2008 e 2012. Un addio che tutti si aspettavano, ma non certo con questo fardello sulle spalle. A fine gara, Andres Iniesta, aveva poca voglia di parlare. Lo sguardo perso nel vuoto in mixed zone e quelle poche parole pesanti come un macigno. “È stata un’avventura bellissima. Ora è finita: purtroppo non sono i finali sono come li si sognano. C’è molto disappunto, perché non siamo stati all’altezza e, personalmente, non è stato il miglior modo per dire addio”. Amarezza per quel poteva essere e non è stato ma che non cancella la storia di questo straordinario atleta. Grazie don Andres, la tua storia apparterrà sempre alla leggenda.

 

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