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Gruppo F. Germania all’ultimo respiro: Kroos doma la Svezia

Simone Dell’Uomo

Sembrava l’ennesima clamorosa eliminazione dei Campioni del Mondo, l’ennesima delusione di una fase a gironi contraddistinta fin qui da vittime eccellenti, l’ennesima notte negativa della Germania di Joachim Low. Sembrava, già, perchè al minuto 95 il professore ha tenuto l’ultima delle sue splendide lezioni. Il professore, naturalmente Toni Kroos, che su punizione ha spento i sogni svedesi e lanciato in paradiso il popolo di Berlino. Germania-Svezia è finita 2-1, una partita tiratissima, ricca di tensione, ricca di polemiche arbitrali, ma ricca soprattutto di emozioni. La Svezia ha fatto la partita che doveva fare: ordinata, compatta, semplicemente attenta a rispettare i dettami e le richieste di un 4-4-2 all’italiana targato Andersson. Avanti proprio gli scandivani, che sorprendono la difesa tedesca alla mezzora del primo tempo: a segno Toivonen, estasi assoluta della marea gialla di Sochi. Il primo tempo finisce 1-0 per l’ex squadra di Ibra, la Germania ad un passo dal baratro. Nel secondo tempo i tedeschi tornano in campo determinati, cercando di valorizzare il loro spagnoleggiante possesso palla, attraverso grinta ed incisività. Proprio su un affondo dalla sinistra nasce il gol del pareggio: segna l’uomo delle grandi occasioni, quel Marco Reus che quando conta c’è sempre. Un talento cristallino, una mezza punta straordinaria, che se non fosse stato per la sfortunatissima dose di infortuni che negli anni hanno ripetutamente colpito i suoi muscoli probabilmente sarebbe considerato uno dei migliori prodotti del calcio tedesco. La Germania riconquista fiducia e sfiora il gol diverse volte. Low punta sull’artiglieria pesante, entra anche Mario Gomez, ma l’ex viola non trova la porta. Le staffilate di Kroos, i tentativi del deludente Werner e le spizzate di Muller si spengono sul fondo. L’espulsione di Boateng per doppio giallo sembrava aver ucciso ogni speranza tedesca, sembrava, perchè Toni Kroos inventa la punizione dell’anno: lato sinistro dell’area di rigore, pennellata a giro, barriera messa male, palla in fondo al sacco. Delirio, delirio allo stato puro. Esulta vistosamente anche lo stesso Low, che stavolta proprio non è riuscito a contenere la sua emozione. Nel complesso un successo strameritato, ancor più entusiasmante per come è arrivato. La rabbia e la delusione di Andersson, la disperazione e le lacrime dei giocatori svedesi. Sono le immagini e le cartoline che regala il Mondiale di Russia 2018, un Mondiale che ha riacquistato una protagonista: la Germania è tornata.

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