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Gruppo C. Coraggio Australia: fermata la Danimarca

A Samara finisce 1-1 l’anticipo del giovedì mondiale, quello tra Danimarca-Australia. Altra gran prova dei canguri, bravissimi ad annientare i danesi. Sblocca un deludente Eriksen, pareggia il barbuto Mile Jedinak, ancora dagli undici metri. La Danimarca fallisce il match-point ottavi, sarà costretta a giocarsi il passaggio del turno coi temibili francesi. Ancora speranze per una grandiosa Australia, spavalda e coraggiosa, dal tasso tecnico tra l’altro tutt’altro che inferiore ai danesi. L’impressione è che il team del condottiero Van Marwijk meritasse ai punti qualcosa in più, ma il pari consente loro di continuare a sognare: adesso la missione è vincere col Perù, per evitare il prematuro ritorno direzione emisfero Australe. Parte forte la Danimarca, che cerca un prematuro vantaggio per gestire l’Australia e non correre rischi. Confermata la formazione titolare della vigilia, Eriksen a sostegno di Jorgensen rappresentano il fulcro offensivo per lanciare l’assalto agli ottavi di finale. E dopo sette minuti sponda del centravanti, assist per Christian, diagonale col sinistro e palla in rete: difesa dei canguri sorprendentemente scoperta, il trequartista del Tottenham trova ufficialmente il primo gol del suo mondiale. A metà primo tempo i danesi sfiorano il raddoppio con un’incornata di Jorgensen che termina alta di pochissimo. Tempo di reagire per l’Australia, che riesce a tirare fuori le decantate qualità e compattezza dal suo cilindro e dopo aver sofferto l’inizio danese torna a domare la gara. Ci provano Leckie e Kruse, senza fortuna; sono le prove generali, perchè al tramonto del primo tempo arriva la massima punizione per un fallo di mani di Poulsen. Dal dischetto ancora Jedinak, che da rigorista puro spiazza Schmeichel come giorni fa spiazzò Lloris. Uno a uno e palla al centro, il punteggio con cui si chiude il primo tempo. Piccola curiosità: secondo handball in due partite per Poulsen, un record negativo della storia dei mondiali. Nel secondo tempo partita equilibrata. Eriksen in difficoltà, l’artista soffre gli spazi stretti e la compattezza delle linee difensive australiane. La Danimarca non riesce ad esprimere la sua presunta superiorità, esce Poulsen ed entra Braithwaite per aumentare il carico offensivo sugli esterni. Cambia poco: gran prova di un’autorevole Australia, gran prova del numero 10 dell’Huddersfield, Aaron Mooy. Ottima la pressione centrale, ottima l’esperienza con cui gestire il pallone, ottimo anche il fraseggio sugli esterni: manca solo l’ultimo passaggio, l’ultima scelta, i cross per quanto pericolosi non fruttano infatti il gol del sorpasso. Si alza il volume del settore dei tifosi australiani, entusiasmi e galvanizzati dalla prestazione spavalda dei loro beniamini. Prima Rogic trova il muro, poi la botta di Mooy sfiora la porta. La Danimarca prova a reagire ma il capolavoro tattico di Van Marwijk annienta sia Eriksen che Sisto: l’Australia può sognare fino alla fine. Entra Arzani, rapidissimo e motivato a sinistra. Entra in area, calcia in diagonale, parata di Schmeichel che salva Danimarca e risultato. Australia ad un passo dal colpo grosso, finisce 1-1, ma avrebbe senz’altro meritato qualcosa in più. Onore ai Canguri, onore a Van Marwijk.
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