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La Juve cala il poker Juve e il Milan si sgonfia: Tim Cup ai bianconeri

Massimo Ciccognani

Sarà doblete bianconero, perché in attesa di brindare al settimo scudetto di fila, la Juve si prende la Tim Cup. Poker servito al Milan in una manciata di minuti in una ripresa dove la Juve ha acceso la luce e il Milan si è spento con troppa facilità. La vince la Juve che fa tredici senza sbancare il Totocalcio. E alla Juve di questi tempi bastano otto minuti, a cavallo tra l’undicesimo e il diannovesimo minuto, con la doppietta di Benatia e il gol di Douglas Costa. Poi l’autorete di Kalinic regala il poker alla Juve che si prende la sua tredicesima Coppa Italia in attesa del settimo scudetto di fila. Juve con il 4-3-2-1, con Mandzukic preferito a Higuain punta centrale, con Douglas Costa e Dybala a sostegno. In mezzo Khedita e Matuidi esterni, Pjanic centrale, dietro, davanti a Buffon (prima finale di Coppa per lui), Cuadrado, Barzagli, Benatia e Asamoah. Milan invece disposto 4-3-3 con Calabria e Rodriguez esterni, Bonucci e Romagnoli centrali davanti a Donnarumma, in mezzo Kessiè, Locatelli e Bonaventura, mentre davanti Cutrone punta centrale con Suso e Calhanoglu esterni. Eccezionale il colpo d’occhio dell’Olimpico, con le magnifiche coreografie disegnate dalle due curve. Noemi intona le note dell’Inno d’Italia poi, il via fischiato da Damato. Un primo tempo al di  là della noia, rattristito dalle alchimie di centrocampo. Gioco lento, prevedibile, farraginoso da ambo le parti. Suso si muove bene tra le linee, ma le trame sono scontate. O quasi. Molta incertezza e altrettanti errori in fase di disempegno, difese attente. Romagnoli va su Mandzukic, dalla parte opposta Benatia si incolla a Cutrone. In mezzo Kessié e Matuidi ingaggiano un bel duello muscolare, Sandro prende in consegna Suso, Calabria non molla di un centimetro Costa. Primo tempo gestito più dalla paura, e poche note da registrare a referto. Prima ci prova Cutrone quasi in avvio, bravo Buffon a chiudere, poi occasione per Cuadrado che controlla bene sul velo di Dybala ma si porta la palla sul fondo ed infine alla mezz’ora palla velenosa persa da Asamoah con Suso che dal limite tasta i riflessi di Buffon che la mette sopra la trasversale. Poi, ben poco, compreso il colpo di testa telefonato di Madzukic che non ci crede. Donnarumma se la cava senza problemi ed è bravo a chiudere su una traiettoria strana del pallone calciato da Dybala. Ci vuole ben altro per risolverla. Giusto lo 0-0 all’intervallo, Juve sempre attenta a sfruttare meglio le seconde palle, ma Milan che concede nulla ed è sul pezzo. Subuto Milan in avvio, baricentro più alto, Calhanoglu prova a sfondare, Cuadrado lo tiene. Si gioca su sottili fili di equilibrio. Bonaventura la mette in mezzo dal fondo, che brivido in area bianconera. Il match non decolla, deludente, almeno fino ad ora. Ci prova Dybala, Donnarumma è reattivo, angolo. La Juve prova ad alzare il ritmo, finora bassissimo. A riscaldare l’Olimpico ci prova Dybala, gran botta di sinistro da fuori, Donnarumma c’è. Angolo. E da qui nasce il vantaggio bianconero. Dalla bandierina Pjanic la pennella  di giustezza per la testa di Benatia che svetta più alto di tutti e incrocia nell’angolo più lontano. Il Milan protesta per fallo su Cutrone, ma Damato non ricorre al Var nonostante l’assenso di Irrati. Proteste Milan e Juve avanti dopo undici minuti. Il Milan accusa il colpo e la Juve, spinta dalla Sud prende campo. Dybala fa una cosa pazzesca, Donnarumma si salva in angolo. Spinge la Juve, ecco Douglas Costa, gran sinistro da fuori. Stavolta Donnarumma non è impeccabile e si fa piegare le mani dalla conclusione dell’undici bianconero: 2-0 e partita che decolla in appena quattro minuti. Milan in ginocchio, con Gattuso che richiama Cutrone, dentro Kalinic che fa appena in tempo a guardare dal vivo il terzo gol bianconero. Sempre su schema da calcio d’angolo. Solita battuta di Pjanic e ancora Benatia lesto a raccogliere il tap in sulla palla non trattenuta da Donnarumma: 3-0 dopo nove minuti e partita chiusa. Dentro Borini per Suso con Gattuso che prova a risvegliare i suoi, ma adesso è difficile per il Milan. Juve in scioltezza, cinque minuti per allacciare le cinture e decollare. Esce Costa per Bernardeschi. Al Milan non ne va bene una, Matuidi controlla male e per poco non la mette nella propria porta, palla sul palo. E sul rovesciamento di fronte, quarto gol dei campioni d’Italia, a firma di Kalinic che devia alle spalle di Donnarumma un angolo del solito Pjanic. Milan in ginocchio, ko pesantissimo che incupisce Gattuso che pure nel primo tempo aveva imbrigliato la Juve. E’ bastato poco, come descritto, per indirizzarla. Da un episodio, da palla inattiva, è nato il vantaggio, con il Milan che non ha saputo riprendersi menre la Juve imperversava nelle praterie dell’immenso. Coppa Italia alla Juve che domenica, si questo stesso campo, contro la Roma, può brindare al settimo scudetto. Per il Milan una Coppa amara come il fiele. Ma i rossoneri hanno spento troppo presto la luce. Proprio nel momento in cui i bianconeri l’accendevano. Buonanotte.

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