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Juve-Napoli e quell’incredibile voglia di una notte magica per riscrivere la storia

Massimo Ciccognani

Dall’inferno al paradiso in un battito di ciglia. Il Napoli che rimonta e batte al San Paolo la generosa Udinese, il Crotone che si regala un pomeriggio regale contro la Juventus costringendola al pari, e i giochi sono belli che fatti. Tradotto in soldoni significa Juventus punti 85,  Napoli 81 con cinque gare ancora da giocare ed uno scontro diretto che potrebbe riaprire o chiudere definitivamente i giochi. Domenica sera allo Stadium sarà la partita della verità. Da una parte la “mostruosa” Juventus di Massimiliano Allegri a caccia del settimo scudetto di fila, dall’altra il meraviglioso Napoli di Maurizio Sarri che non si è mai arreso e non intende farlo proprio ora che il traguardo è vicino. Quanto meno l’ora della verità. E se oggi, a cinque dalla fine, sulla stagione non è ancora calato il sipario, lo si deve a questo toscanaccio sanguigno (Sarri, ndr), magari arrivato nel grande calcio troppo tardi, al quale è bastato tanto lavoro sul campo per dare al Napoli un’identità. Gli Azzurri giocano il miglior calcio d’Italia nonostante una rosa non qualitativa dal punto di vista dei numeri.  Pochi singoli di grandissima qualità, ma un collettivo che in campo si ritrova ad occhi chiusi: questo il miracolo calcistico di Maurizio Sarri, che ha dato al Napoli un corpo e un’anima. L’esatto contrario di Massimiliano Allegri che in fatto di numeri possiede una corazzata, spesso e volentieri troppo attendista. Madrid, con tutte le amarezze che si è portata dietro, ci ha regalato una Juve mostruosa con un potenziale offensivo semplicemente pazzesco, ma non sempre sfruttato. Allegri ha avuto il merito di saper cambiare in corsa la sua squadra, ma non sempre è riuscito a coniugare insieme bel gioco e vittorie. Una Juve spesso narcisista, che si specchia nella sua bellezza, a volte incapace di dare il colpo dio grazia ad un avversario ferito. Il pari di Ferrara che fa il paio con quello di Crotone, non solo che due esempi di quello che è stato e che avrebbe potuto essere. La Juve avrebbe dovuto uccidere il campionato anche quest’anno, ma non l’ha fatto. Più volte pronta a scappare per poi “addormentarsi” e risvegliarsi con sul collo il fiato di un Napoli dalla coperta corta, che come i bianconeri di occasioni ne ha perse, ma che ha avuto la forza dio non mollare, di volerci credere fino alla fine. Come ieri: sotto 2-1 al San Paolo conro l’Udinese di Oddo, con la Juve avanti a Crotone. Sembrava la fine di un sogno. Poi il pari di Simy che non è certo Cristiano Ronaldo, ma che con una rovesciata… ha rovesciato gli equilibri. L’urlo del San Paolo, la spinta sulle spalle di chi doveva osare. E il Napoli l’ha ribaltata. Morale, Juve a +4, con lo scontro diretto di domenica sera da giocare, con la Juve che dopo una mezza caduta non ha mai fallito, che sa benissimo di poter chiudere i giochi prima di un rush finale niente affatto facile, e con un Napoli che sale nella tana dei campioni con la voglia di ribaltarla all’ultimo strappo prima del traguardo tricolore. Bellezza del calcio, di un pallone dove c’è nulla di scritto. Ma domenica allo Stadium, potrebbe essere scritta la storia. Quella bianconera, sette scudetti di fila,  o riscritta quella Azzurra, con gli scugnizzi di Sarri pronti ad approfittare di ogni alito di vento per riportare sotto il Vesuvio il tricolore. Il bello di un pallone che racconta storie dalle grandi emozioni. Storie come questa, ancora tutta da scrivere. Decisiva? Forse, perché poi il calendario potrebbe dare una mano a Sarri che viaggerà in trasferta a Firenze e Genova contro la Samp per ospitare Torino e Crotone, mentre la Juve dovrà guardarsi da due impegni esterni ad altissima tensione, a San Siro contro l’Inter e all’Olimpico contro la Roma, entrambe impegnate nella corsa Champions, mentre sembrano una semplice passeggiata gli impegni interni contro Bologna e Verona. Ecco perché assume un’importanza vitale la sfida dello Stadium, in un saliscendi di emozioni primarie che, indipendentemente da come finirà, ci impongono di dire grazie al Napoli per aver tenuto in vita questo campionato fino alla fine. Le più belle d’Italia in una notte speciale, di colori e magia, entrambe animate dalla stessa passione e dalla stessa unità d’intenti: quella di riscrivere la storia.

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