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Domani Milan-Napoli. Azzurri a testa bassa per non perdere l’attimo

Francesco Raiola

Meno di ventiquattro ore al big match di San Siro tra Milan e Napoli, dove il campionato vivrà un altro snodo di vitale importanza, forse decisivo, con la sfida inedita tra due tecnici Gattuso e Sarri, molto diversi tra loro. San Siro tutto esaurito, dove la presenza dei tifosi partenopei come sempre nelle sfide milanesi sarà massiccia. Attesi oltre 10.000 tifosi napoletani. Nel Napoli, reduce dalla spasmodica ed emozionante vittoria in rimonta negli ultimi minuti contro il Chievo, trascinato da un Milik in grande ripresa, unica assenza forzata per squalifica sarà quella del terzino sinistro Mario Rui. Scelte obbligata quindi per Sarri, con Maggio esterno a destra e Hysaj che trasloca a sinistra . Si aspetta comunque una bella prestazione dell’esterno vicentino, che ogni volta che è stato chiamato in causa quest’anno da titolare, ha sempre risposto positivamente. Non ritenuto ovviamente all’altezza dei titolari l’esterno sinistro polacco Milic preso a febbraio come svincolato, dopo il secondo infortunio di Ghoulam. In attacco in settimana si è parlato anche dell’ipotesi di vedere finalmente Arek Milik titolare nel ruolo di centravanti al posto di uno stanco Mertens, che a prescindere dal rigore ciccato contro il Chievo, da settimane sembra in debito di ossigeno.  Ipotesi che comunque sembra più probabile magari per la partita di mercoledì al San Paolo contro l’Udinese, considerando anche che tra una settimana c’è il big match contro la Juventus e che Mertens è ancora in diffida. A centrocampo torna tra i titolari Jorginho, dopo la squalifica, che prenderà il posto di Amadou Diawara, eroe di domenica scorsa, autore del secondo goal al 93′ che ha fatto esplodere il boato del San Paolo. Torna tra i titolari anche Albiol, anche lui squalificato domenica, che rimpiazzerà Tonelli.  In settimana si è parlato anche della permanenza di Sarri, con i rumors sulla disdetta ( già prevista) della villa di Varcaturo, dove il tecnico di Figline Valdarno ha alloggiato in questi tre anni, probabilmente in vista di un probabile trasferimento a Pozzuoli. In ogni caso , ogni tipo di discorso per il rinnovo tra la dirigenza e Sarri sembra rinviato a dopo la sfida di Torino, se non oltre. Adesso tutte le parti sono concentrate a finire bene il campionato, nell’ultimo sprint che potrebbe cambiare la storia del Campionato, verso quel palazzo a cui Sarri e gli azzurri ambiscono, oggetto del famoso patto di ferro di Dimaro, stretto a luglio tra allenatore e giocatori.

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