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Champions. Sinfonia Real a Parigi: Madrid ai quarti, Psg eliminato

Massimo Ciccognani

E’ blancos il cielo sopra Parigi. I sogni e le ambizioni del milionario Psg si spengono nella notte del Parco dei Principi. La vince, la stravince il Real che conquista Parigi, mette all’angolo i parigini e vola meritamente ai quarti. Una sfida nettamente dominata dalla squadra di Zidane che la vince con la sua classe, con la sua qualità. Quando parte la musichetta della Champions, il Madrid si trasforma. Sarà pure lontano dalla vetta in Liga, eliminato dalla Coppa del Re, ma quando scende in campo e sente il profumo di Champions, la squadra di Zidane si trasforma. La Champions è casa sua e lo fa capire da subito al Psg che stasera ha conosciuto una concente delusione. La decidono i gol di Casemiro e Cristiano, inutile il momentaneo pari di Cavani. Si riparte dal 3-1 del Bernabeu, Psg per la remuntada, Real per confermarsi. Francesi senza Neymar, Mbappè recupera e c’è. Nel Real Zidane lascia fuori Modric e Kroos che non stanno al meglio, dentro Kovacic e Lucas Vazquez con Asensio preferito a Isco a far compagnia a Ronaldo e Benzema nel tridente offensivo in un inedito 4-4-2. Dietro c’è Carvajal accanto a Varane, Ramos e Marcelo a proteggere la porta di Navas. Arbitra il tedesco Brych in un Parco dei principi colorato d’azzurro pronto a soffiare alle spalle di Cavani e soci per trascinarli verso l’impresa. Si inizia con un velo di tristezza che scende nel tempio del calcio parigino, con il minuto di silenzio per ricordare Davide Astori. E si inizia con atteggiamenti chiari, con il Psg che deve provare a fare la partita e con il Real attento a bloccare sul nascere gli spunti degli avanti parigini e ripartire in veloci controgioco. In mezzo il Real tiene botta, controbatte colpo su colpo, Casemiro è immenso, Vazquez e soprattutto l’ex interista Kovacic non fanno sentire l’assenza dei titolari.  Verratti, Motta e Rabiot provano a dare sostanza alla manovra della squadra di Emery che parte forte ma l’impressione è che manchi lucidità. La pressione per dover recuperare due gol senza subirne alcuno, sembra frenare il Psg che attacca ma senza creare problemi alla retroguardia madridista. E’ invece il Real ad arrotare i bulloni e far male dalle parti di Areola. Prima Sergio Ramos, gran girata di testa, Areola si supera e sul tap in di Varane compie un altro miracolo. Concreto e cinico il Madri: Ronaldo perde l’attimo dopo un invito di Asensio, poi Benzema si divora la palla del vantaggio: il francese arriva solo davanti ad Areola che lo ipnotizza al momento della conclusione. Ci prova l’ex Di Maria ma è bravo Navas a chiudere. Partita aperta, godibile ma i minuti passato e il Psg non sfonda, mentre il Madrid  sembra poterla indirizzare dalla sua parte da un momento all’altro. Meglio messo in campo l’undici di Zidane, sfrutta al meglio le ripartenze grazie ad una difesa che concede nulla a Cavani e Mbappè. E all’intervallo l’analisi non cambia. Tanta foga dei parigini ma poca qualità, l’esatto contrario di un Real impeccabile, come gli capita spesso quando sente l’aria della Champions. Ripresa e la musica non cambia, Motta calcia in tribuna poi Cristiano di testa fa gridare al gol dopo 5′. E’ il preludio al meritato vantaggio del Madrid che arriva dopo appena sessanta secondi. Magìa di Asensio, palla per Lucas e Cristiano di testa gela il Parco dei Principi. Vantaggio Madrid, meritato: è il dodicesimo centro di Ronaldo in questa Champions, il 117 gol del portoghese in Champions. Il Psg accusa il colpo, adesso serve davvero un miracolo, mentre il Madrid prende a galoppare nelle praterie dell’immenso. Asensio manda ai pazzi la retroguardia parigina, Alves ferma, con le buone e con le cattive Cristiano. Emery decide che è il momento di cambiare, dentro Pastore fuori Thiago Motta. Verratti perde la testa, protesta con troppa vivacità nei confronti del direttore di gara per un presunto fallo subito e Brich gli sbatte il faccia il giallo, ma era già ammonito e quindi guadagna anzitempo la via degli spogliatoi. Già compromessa, finisce qui la stagione del Psg in Champions. E’ un festival del Madrid che domina, Cavani prova a rimetterla in parità ma Navas gli si oppone. Il Real cerca di chiuderla, Benzema la mette in mezzo di giustezza, Asensio di sinistro centra in pieno il palo. Dal possibile raddoppio al pareggio, passo brevissimo, ma il gol è del tutto casuale. Casemiro rinvia di testa e centra in pieno il ginocchio di Cavani e la palla finisce in rete: 1-1 a venti dalla fine. Fuori Kovacic, dentro Kroos per dare ordine e sostanza al reparto centrale nel finale di gara. Il Real riprende a macinare gioco, padrone del campo ed è ancora Benzema a mancare il colpo del ko non trovando la porta. Erroraccio del francese. Altro giro di cambi. Draxler rileva Di Maria, Bale prende il posto di Benzema. Troppo Real per un piccolo Psg e Casemiro, grande prova la sua, la chiude a dieci dalla fine con un destro che brucia Areola. Il Real dilaga, Lucas Vazquez è una scheggia impazzita, gioca una partita di grande qualità e sostanza e con un destro mortifero centra il palo che poteva essere il 3-1. Zidane richiama Asensio e ultimi spiccioli di partita per Isco. Diarrà rileva Mbappè per gli ultimi secondi di una gara che il Real ha vinto meritatamente interpretandola alla perfezione. Grande cuore e determinazione, qualità e sostanza. E’ un Real da urlo che vola ai quarti. Sorride Zidane, mastica amaro Emery: le sue stelle sono rimaste a guardare le stelle del Madrid, che hanno brillato di luce propria, quella dei campioni d’Europa in carica che non hanno alcuna intenzione di abdicare. Hanno conquistato anche Parigi mandando un segnale fortissimo all’intera champions. Il Real c’è e non ha alcuna voglia di abdicare e festeggia con una straordinaria vittoria il suo 116esimo compleanno. E con il Real vola ai quarti anche il Liverpool che elimina il Porto. Dopo il 5-0 in Portogallo, solo 0-0 ad Anfield, ma il più era stato fatto.

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