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Cristiano è tornato, doppietta al Valencia e poker Real al Mestalla

Daniele Orieti

VALENCIA Riscatto doveva essere e riscatto è stato. Al Mestalla la vince il Madrid che non cancella il dolore per una stagione impalpabile, ma quanto meno lo lenisce. Il Real passa in casa del Valencia nella giornata da dentro o fuori, quella che non salva di certo l’annata ma quanto meno la rimette in corsa per l’obiettivo minimo, ovvero l’ingresso nella prossima Champions League. Con la Liga ormai andata visto il Barcellona a distanza siderale e con l’uscita prematura anche dalla Coppa del Re (figuraccia contro il Leganes), alla squadra del sempre più in discussione Zidane non resta che la Champions (tra poco gli ottavi nel match di fuoco contro il Psg) e la qualificazione alla prossima edizione dove sicuramente ci sarà un altro Real visto che Florentino è deciso a cambiare tutto o quasi il suo Madrid. Finisce 4-1 ma non è tutt’ora quel che riluce perché il Real ha sofferto prima di dilagare. Avanti di due, poi il ritorno del Valencia la sofferenza prima dello show finale. Tutto in novanta minuti bellissimi. Subito avanti il Madrid, complice i giallorossi di casa che fanno flanella davanti ad una squadra ferita, ma pur sempre la squadra campione d’europa e del mondo. Stasera al Madrid è andato tutto liscio. Vantaggio dopo 12 minuti su calcio di rigore per un fallo netto di Montoya su Cristiano e raddoppio ancora dagli undici metri per un altro fallo, netto quanto ingenuo dell’ex Inter che in area ha steso Bale. In entrambi i casi la porta si gonfia dopo le sberle di Cristiano che arriva così a quota sette in classifica marcatori.In mezzo una colossale palla gol per il Valencia  con Kondogbia con l’ex Inter che si trova a due passi dalla porta di Navas ma ciabatta una palla che meritava ben altra conclusione. Tutto qui il primo tempo deciso da due episodi. Ripresa con il Mestalla che si svalda e prova a trascinare i suoi verso l’impresa. Ronaldo si tocca il ginocchio dolorante dopo una giocata di troppo poi sale il Valencia che approfitta di una indecisione di Nacho e Bale in marcatura sull’angolo di Parejo, con Santi Mina che di testa la mette dentro e la riapre con mezz’ora ancora da giocare. Adesso il Mestalla è una bolgia e fa il dodicesimo uomo in campo. Il Real Madrid suda e si difende dall’assalto dei padroni di casa, ma non riesce più ad uscire. Navas salva su una conclusione a botta sicura di Parejo. Real in affanno, poco da fare, c’è solo il Valencia. Il Real è sparito, il Valencia insiste e fa la voce grossa, ma in controgioco conclusione rabbiosa di Cristiano, si salva Neto. Dentro Lucas Vazquez al posto di Gareth Bale col Real che si mette 4-4-2 per provare a fare più densità in mezzo al campo.Venti alla fine, c’è ancora da soffrire al Mestalla. Si scalda anche Zaza che Marcelino potrebbe mettere dentro nell’assalto finale. Ultimi quindici minuti per Zaza, Valencia a trazione anteriore. Risponde Zidane che richiama Benzema e manda in campo Asensio. Finale tutto da vivere al Mestalla, col Real senza attaccanto veri, con Cristiano punta centrale, Asensio a destra e Vazquez a sinistra. Adesso il Real torna a farsi vedere dalle parti di Neto grazie a due palleggiatori che la tengono e sprecano molto meno. Modric fa una giocata pazzesca, la rimette in mezzo su Cristiano che la mette di poco alta con Garay in pressione. Adesso sale in cattedra il croato del Madrid, onnipresente, ma è Asensio che nello stretto è irresistibile, si lancia in un uno-due con Marcelo con il brasiliano che penetra come una lama nella burrosa retroguardia valenciana e la piazza per il 3-1 che chiude la partita e spegne le ultime velleità del Valencia. Lo vedi giocare, fare la differenza e ti chiedi il suo limitato minutaggio in campo: Asensio è un crack assoluto, a Zidane il compito di valutarlo meglio e magari trovare l’alternativa ad una campagna acquisti che non c’è stata e fondamentalmente proprio Asensio potrebbe essere il..riacquisto giusto per provare a decollare. Fuori Modric, dentro Kovacic e senza la paura del risultato il Madrid è da show assoluto. Sei palle di prima e palla da biliardo di Toni Kroos che dal limite fa poker e mette il punto esclamativo sulla sfida. Finisce 4-1 col Real che blinda il quarto posto e sale a meno due dalla terza piazza occupata proprio dal Valencia, ma con la squadra di Zidane che deve ancora recuperare una partita. Real ritrovato? Chissà. Troppe volte il Madrid ha illuso per poi ricadere nel burrone della mediocrità. La crisi non è alle spalle, ma una bella boccata di ossigeno e autostima per i campioni che debbono solo tornare a credere nelle loro possibilità di espressione e puntare forte sul piatto preferito dalla casa blanca, ovvero la champions. E tra poco si ricomincia.

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