Premier / Il piccolo Burnley pensa in grande

Daniele Orieti

Per ogni campionato in ogni angolo del mondo c’è sempre un qualcosa di curioso o una particolarità che esce fuori guardando più attentamente le squadre e le classifiche. La mia attenzione è andata in questo caso sul campionato inglese. Ormai siamo alla dodicesima giornata, la classifica sta prendendo la sua forma ben definita. I milionari del Manchester City primi in maniera indiscutibile, secondi i cugini dello United, e via via, le altre più famose Tottenham, Arsenal, Chelsea, Liverpool. Fino a qui tutto sotto copione, ma al settimo posto troviamo il Burnley FC, più che il settimo posto stupiscono i soli quattro punti che la dividono dallo United di Mourinho al secondo posto in classifica e addirittura gli stessi punti ( diciannove) di Arsenal e Liverpool. Da qui inizia la piccola ricerca storico-sociale. Il Burnley FC viene fondato nel lontano 1882 e prende nome dalla stessa cittadina nella quale viene fondato. Piccola città del nord inglese di quasi ottantamila anime. Sviluppata industrialmente nella metà del 1800 perde poi molto dopo la fine del seconda Guerra mondiale, infine viene colta da una profonda crisi economica a metà tra il 1970-1980. Questa mancanza di lavoro fa avvicinare di più i cittadini di Burnley alla squadra di calcio locale. Infatti iniziano a nascere i primi gruppi Holligans che li fanno ancora tra i più caldi e violenti di Inghilterra. Ovviamente il palmares della squadra è molto povero, e trovano per la prima volta nella storia la promozione in Premier League nel 2009, ma una stagione e retrocedono nuovamente. Nel 2016 ritornano finalmente in Premier e iniziano i primi risultati positivi fino all’esplosione di questo inizio stagione. I successi stanno arrivando grazie a Sean Dyche, allenatore del Burnley dal 2012. Da cinque anni alla guida tecnica ha a disposizione attualmente una rosa attuale non ricca di campioni, ma con un mix di gioventù e esperienza. Il modulo preferito dell’allenatore è il 4-3-3 e in questa stagione i successi li hanno ottenuti maggiormente in trasferta. Tre vittorie esterne tra le quali il sorprendente successo allo Stanford Bridge contro il Chelsea di Antonio Conte, in più con due pareggi in casa del Tottenham e Liverpool hanno portato alla ribalta questa piccola squadra. Solidità difensiva con ripartenze fulminanti, fanno il marchio di fabbrica dei ‘Clarets’ insieme ad ordine e precisione tattica, di sicuro una squadra ostica da affrontare. Tutto questo anche grazie ad un lavoro ottimo ormai quinquennale di mister Dyche. Con la vittoria di ieri, la terza consecutiva, propone questa squadra di provincia, come una nuova realtà del calcio inglese. Domenica prossima il Burnley ospiterà nel proprio stadio, con i tifosi già pronti a farsi sentire dagli spalti, i diretti rivali in classifica dell’Arsenal. La squadra ‘Cenerentola ‘della Premier League, domenica pomeriggio potrà vivere intensamente la propria favola tentando di continuare a scriverla.

 

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