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Kylian contro i suoi fratelli

C'è Francia-Marocco, quasi un derby

Il cammino della Francia al mondiale nordamericano sta assumendo i contorni di una missione precisa, quasi chirurgica. Dopo aver superato con tenacia il Paraguay negli ottavi di finale a Philadelphia, Les Bleus si preparano a varcare la soglia del Boston Stadium giovedì 9 luglio, pronti ad affrontare il Marocco in un quarto di finale che promette di essere uno degli appuntamenti più intensi di tutto il torneo. ​La qualificazione ai quarti ha confermato ciò che molti osservatori avevano intuito fin dai gironi: questa Francia non è soltanto una corazzata di talento puro, ma una squadra capace di soffrire. Il successo per 1-0 contro il Paraguay, griffato dal calcio di rigore di Kylian Mbappé, è la testimonianza di una maturità tattica crescente. In una partita bloccata, dove l’intensità fisica degli avversari ha creato non pochi grattacapi, la capacità dei transalpini di mantenere la calma e colpire al momento decisivo è stata la chiave di volta. ​Per il commissario tecnico, l’obiettivo è chiaro: evitare le trappole mentali. Il Marocco, che ha brillantemente eliminato il Canada con un netto 3-0, si presenta a Boston sulle ali dell’entusiasmo. Ma la Francia, reduce dalla beffa finale di quattro anni fa in Qatar, sembra guidata da un senso di urgenza diverso. La difesa, imperniata su un Saliba ormai pilastro insostituibile, garantisce quella sicurezza necessaria per permettere al reparto offensivo di esprimersi con libertà.

​Non si può parlare di questa sfida senza tornare al dicembre 2022. La semifinale di Doha è ancora vivida nella memoria dei tifosi: una partita sporca, difficile, vinta dalla Francia non senza sofferenza. Giovedì a Boston la storia si ripete, ma il contesto è radicalmente mutato. Il Marocco di oggi è una squadra più esperta, consapevole della propria forza, non più sorpresa, mentre la Francia ha rinnovato il proprio parco talenti. ​L’attenzione mediatica francese si concentra tutta su Michael Olise e Bradley Barcola, che hanno saputo offrire alternative tattiche preziose a un Mbappé costantemente raddoppiato dalle difese avversarie. La loro capacità di creare superiorità numerica sulle fasce sarà l’arma segreta di Deschamps per scardinare il compatto blocco difensivo marocchino. ​La sfida nel cuore del campo si preannuncia brutale. La cerniera formata da Aurélien Tchouaméni e Manu Koné ha il compito ingrato di schermare le ripartenze veloci dei Leoni dell’Atlante. Se la Francia riuscirà a imporre il proprio ritmo, evitando di cadere nel gioco spezzettato e nelle provocazioni che il Marocco cercherà inevitabilmente di innescare, il passaggio del turno potrebbe essare a portata di mano. ​L’ambiente di Boston, con il suo stadio dalla struttura verticale promette un’acustica da stadio di casa, quasi un “muro del suono” che i tifosi europei e la diaspora marocchina costruiranno attorno al campo. Per la Francia, non è solo una partita di calcio: è il test di maturità definitivo. Vincere giovedì significa candidarsi ufficialmente come favorita numero uno per alzare la coppa al cielo di New York. L’attesa è alle stelle, e la Francia è pronta a rispondere presente.

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