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L’Inter stende la Juve e aggancia il Milan in vetta

Massimo Ciccognani

MILANO I derby non si giocano, si vincono. Anche quello acquisito, il Derby d’Italia. Lo vince l’Inter che fa secca a San Siro la Juventus e aggancia il Milan in testa alla classifica, mentre i bianconeri mancano l’occasione per avvicinarsi alla zona Champions anche se debbono sempre recuperare la gara con il Napoli. Finisce 2-0 per effetto dei gol di Vidal e Barella. Vittoria netta, quella nerazzurra. Troppo poca la Juve stasera per provare a mettere pressione alla formazione di Conte.

Le scelte dei due tecnici Antonio Conte si affida a quella che ormai è la migliore Inter e rispetto alla gara dell’Olimpico contro la Roma, un solo cambio, il ritorno di Young al posto di Darmian. In avanti Lukaku-Lautaro Martinez. Dietro Skriniar, De Vrij e Bastoni a fare da cerniera davanti ad Handanovic, Hakimi e, appunto Young, sugli esterni, Barella, Brozovic e Vidal in mezzo. Non pochi problemi per Andrea Pirlo costretto a rinunciare causa Covid a due pedine importanti come Alex Sandro, Cuadrado e De Ligt, oltre all’assenza di Paulo Dybala out dopo l’infortunio rimediato nella gara contro il Sassuolo. L’unica novità, è data dal ritorno di Giorgio Chiellini, titolare accanto a Bonucci, mentre Pirlo ha preferito Frabotta a Demiral (Danilo l’altro esterno di difesa). Rabiot e Bentancur in mezzo al campo, con Chiesa e Ramsey a sostegno di Cristiano Ronaldo e Morata tandem offensivo nel 4-4-2 di Pirlo.

Ci pensa l’ex Tanti motivi in questo Derby d’Italia, il 175esimo della storia. A cominciare da Antonio Conte, uno che il bianconero ce l’ha tatuato nell’anima, protagonista prima da calciatore poi da allenatore, capace di vincere tre scudetti di fila nel periodo più buio della storia bianconera, passando per Beppe Marotta, l’uomo della rinascita bianconera a livello manageriale e poi, Artuto Vidal, un altro che dalle parti di Torino si è sempre fatto apprezzare. E non è un caso se il dispiacere nel primo tempo, lo regala proprio l’ex. Parte meglio e più aggressiva la formazione ci Conte, con tanta pressione non solo per vie centrali, ma soprattutto sugli esterni. In campo comunque c’è equilibrio, squadre ben messe, spazi difficili da trovare. Cristiano segna subito a porta vuota ma era nettamente irregolare la sua posizione. Si sbraccia Conte, flammatico Pirlo. Una fiammata e l’Inter mette la testa avanti. Centro al bacio dalla destra di Barella per l’incornata imperiosa del cileno che arriva in corsa da dietro, salta nettamente sopra la testa di Danilo e infila Szczesny: 1-0 Inter. Vidal è scatenato, Hakimi la mette in mezzo di giustezza, Lautaro liscia e il cileno non fa meglio spedendo in curva. La Juve prova a farsi vedere dalle parti di Handanovic, ma la manovra è lenta e prevedibile. Serve il guizzo, che arriva puntuale. Palla testa di Ronaldo, con Skriniar che anticipa un possibile intervento di Morata. Ma è l’Inter a fare la partita e cercare il raddoppio. Che non arriva per un clamoroso errore di Lautaro. Lukaku è devastante, punta Chiellini e la piazza, miracolo di Szczesny che para ma non trattiene. Si avventa sul pallone Martinez che a porta spalancata calcia alle stelle. La Juve non si vede, l’Inter amministra, tiene palla con più raziocinio, infruttuoso invece il possesso bianconero. Prima del riposo, occasione per Lukaku, poteva fare meglio. Primo cambio per Conte: fuori Young per far posto a Darmian nell’Inter.

Raddoppia Barella La delusione bianconera è forte. Tiene palla ma non graffia la formazione di Pirlo, mentre l’Inter continua a tenere il campo con maggior decisione alla ricerca del raddoppio. Che arriva puntuale grazie ad un contropiede in campo aperto di Barella, lanciato nello spazio da Bastoni. C’è una voragine nella difesa bianconera, e Barella si presenza solo davanti a Szczesny e lo infila: 2-0 Inter. Fuori Frabotta, Rabiot e Ramsey, dentro Bernardeschi, McKennie e Kulusevski, ma la Juve continua a non decollare, mentre l’Inter va via che è un piacere negli spazi. Al tiro va anche Brozovic e palla fuori di poco. La Juve è spenta e senza idee e neppure Ronaldo, in giornata no, riesce a scuoterla dal torpore. Fuori Vidal, dentro Gagliardini nell’Inter con una manciata di minuti ancora da giocare. Partita saldamente nelle mani dei nerazzurri. Hakimi si beve Ronaldo in uscita, gran discesa, salva McKennie che anticipa l’intervento di Lukaku. Terzo cambio nell’Inter: c’è Sanchez per Lautaro Martinez per gli ultimi cinque minuti di partita. Ci prova Chiesa nel primo tentativo bianconero, ma Handanovic c’è. Troppo poco per la Juve, mentre Hakimi sfiora il terzo gol interista allo scadere.

Nerazzurri in testa Finisce qui il Derby d’Italia, con la vittoria netta e meritata dell’Inter (prima vittoria di Conte contro la Juve) che stasera non perde l’attimo e aggancia il Milan in vetta alla classifica (rossoneri in campo domani sera alle 20.45 a Cagliari), mentre la Juve resta ferma al quinto posto a quota 33, a -7 dalla coppia di testa, con una partita da recuperare con il Napoli che oggi ha travolto la Fiorentina al “Maradona” e che mercoledì sarà l’avversario della Supercoppa Italiana in programma a Reggio Emilia. Dove servirà una Juve diversa. Non certo quella spaesata e inconcludente di San Siro.

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